inaugurazioni a cinque stelle

Segreti e dettagli del St. Regis Venice, nuova tappa del Grand Tour in Laguna

Riapre sotto l’insegna del gruppo Marriott uno degli alberghi storici della Serenissima: fra suite d’artista, arredi esclusivi e pranzi pensati per le star, ecco cosa abbiamo vissuto nelle sue stanze

di Sara Magro


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La Gio’s Terrace (photo: Niall Clutton)

3' di lettura

Aperto il 4 ottobre sul punto più panoramico del Canal Grande, il St. Regis Venice non è esattamente un nuovo hotel. Al contrario, fa parte della storia dell’ospitalità in Laguna, dal 1895 quando aprì come Grand Hotel Britannia, nello stesso anno della prima Biennale. Man mano ingrandito con altri edifici e un giardino Belle Epoque, è in seguito diventato Europa & Regina, finché un paio di anni fa è stato chiuso per una ristrutturazione multimilionaria e rinominato St. Regis, uno dei marchi più prestigiosi del gruppo Marriott.

Non che mancassero cinque stelle in città, «ma Danieli, Gritti, Cipriani sono palazzi con un’identità così radicata nella Serenissima che è difficile anche ricordare la compagnia di management - sottolinea il general manager Antonello De Medici -. Il nostro diventa così il primo brand globale del lusso a Venezia. Dobbiamo attenerci a protocolli validi per tutti i 46 St. Regis, da New York alla Cina».

Dal punto di vista di un ospite, questo significa più semplicemente soggiornare in un albergo di ultima generazione per design, servizi e tecnologia. In questo senso il St. Regis Venice è un albergo nuovo, con meno camere (da 185 a 169) ma più grandi, e un interior design sul quale lo studio inglese Sagrada non ha risparmiato in materiali e finiture pregiate: stucchi fatti a mano, sete dello storico Rubelli, poltrone con i braccioli che ricordano le forcole delle gondole.

La suite presidenziale è dedicata a Claude Monet: «Alla fine dell'Ottocento è stato ospite dell’hotel – racconta De Medici - e dalla sua stanza dipingeva l’Isola di San Giorgio che cambiava a seconda dell’ora del giorno. Per i nostri architetti è stata una folgorazione: hanno fatto della luce l’elemento distintivo del progetto con una ricerca meticolosa di materiali, colori e abbinamenti».

Gli hotel di lusso, soprattutto appena inaugurati, spesso rappresentano lo stato dell’arte del design e della domotica contemporanee, creano tendenze nell’architettura e nell’arte del ricevere. «Siamo nella città del gotico, dei Canaletto, della Biennale. Venezia è arte, e non poteva mancare qui». Con un curatore e la collaborazione della galleria Berengo di Murano sono state scelte una dozzina di opere in vetro da esporre negli ambienti comuni. Sono sculture di Tony Cragg, Jaume Plensa e Karen La Monte, pezzi da museo contestualizzati tra gli arredi di quella metafora domestica ideale che può essere un hotel.

Nel nuovo St. Regis Venice

Nel nuovo St. Regis Venice

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Quando è accogliente e autentico, un albergo è un luogo interessante per trascorrere anche tempo di viaggio, al pari di monumenti e attrazioni turistiche. Camere comode, cucina confortevole, colazione (anche in terrazza) vista Canal Grande con la Basilica della Salute e la Punta della Dogana in primo piano, bar con l’Isola di San Giorgio sullo sfondo.

Per la storia del brand, iniziata a New York nel 1904, St. Regis è un luogo di mondanità e di incontro per i turisti ma anche per chi vive a Venezia. De Medici, dopo 10 anni al Danieli, ha un ottimo rapporto con le istituzioni culturali: «Siamo a pochi minuti dal teatro La Fenice e dalla Biennale, e grazie alla creatività del nostro team possiamo creare eventi, programmi culturali, degustazioni e cene speciali, come quella vegetariana/vegana per Brad Pitt durante l’ultimo Festival del Cinema».

Infine, nel tempo delle “experiences”, regola numero uno del turismo contemporaneo, l’hotel ha stretto una collaborazione con l’agenzia romana IF, che accompagna gli ospiti a visitare la città privatamente, dall’apertura notturna e senza folla di San Marco agli archivi di Palazzo Mocenigo, per scoprire abiti e calzari di 500 anni fa.
«Cosa amo particolarmente di questo progetto? - conclude il direttore - Abbiamo ricreato in stile St. Regis un Grand Tour contemporaneo d’Italia in tre soste imprescindibili: Venezia, Firenze e Roma, altro rinnovo multimilionario dell’anno scorso». Solo che invece dell’aristocrazia europea dell’Ottocento, vi soggiornano le celebrities di oggi, Pedro Almodovar a Venezia, Madonna a Firenze, il principe Harry nella Capitale.

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