a caccia di solitudine

Sei angoli d’Europa dove ritrovare se stessi immersi nella natura

Sei luoghi poco conosciuti, ma con un Dna comune: una natura selvaggia, indomita, immensa. In cui ritrovare l’armonia con se stessi e il mondo

di Enrico Marro

(Foto Sverre Hyornevik)

4' di lettura

Sei luoghi poco conosciuti d'Europa, distanti migliaia di chilometri ma con un Dna comune: una natura selvaggia, indomita, immensa. Sei campioni di “distanziamento sociale naturale” in cui ritrovare l'armonia con se stessi e il mondo. Eccoli.

Le Blasket Islands, piccolo arcipelago in Irlanda affacciato sull'oceano (foto Visit Ireland)

Dove l’Irlanda incontra l'oceano

Il cuore irlandese che batte verso l’Atlantico. Non è un caso che il National Geographic abbia definito così questa lingua di terra che si lancia con testardaggine nell’oceano. La penisola di Dingle è un piacere dei sensi, a partire dalla vista, che spazia tra l’azzurro del cielo, il blu del mare e il verde di valli e montagne in un orizzonte che sembra infinito. Un mondo a parte, fieramente irlandese, linguisticamente gaelico fino al midollo, dominato da una natura travolgente e intima allo stesso tempo. Cinquanta chilometri di coste di rara bellezza che da sempre dialogano con l’oceano, tra le carezze delle onde e le urla delle tempeste, punteggiate dai colori brillanti di decine di barche da pesca che ogni giorno lasciano Dingle Bay a caccia di pesce (attratto in queste acque dal tepore della Corrente del Golfo). La ciliegina sulla torta? Le vicine Blasket Islands, piccolo arcipelago disabitato che rappresenta un grande tesoro naturalistico.

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Le isole Faroe, nell’Atlantico a metà tra Scozia e Islanda (foto Luca Renner)

Faroe, le 18 perle nell'Atlantico

A metà tra la Scozia e l’Islanda, quasi inghiottito dall’oceano, ecco spuntare a sorpresa l’arcipelago delle Faroe, 18 isole selvagge di origine vulcanica con appena 52mila abitanti, parte del Regno di Danimarca. Lontane centinaia di chilometri da ogni altro luogo abitato, sono lembi di terra piccoli ma con una natura immensa. Premiate da “Lonely Planet” come uno dei luoghi da visitare nel 2021, le Faroe sono orgogliosamente fuori dai circuiti del turismo di massa: chi le sceglie chiede un viaggio diverso, autentico, indimenticabile. Basta lasciarsi guidare dal vento e dai sensi, inerpicandosi sui monti o costeggiando scogliere alte fino a quattrocento metri che incorniciano gli splendidi fiordi delle isole. Ma probabilmente lo spettacolo più bello è quello delle grandi migrazioni del Nord Atlantico: le Faroe rappresentano un magnete per oltre trecento specie di uccelli diversi, alcuni in arrivo anche dall'Europa meridionale.

Il villaggio di Gudvangen, alla fine del Nærøyfjord, il fiordo norvegese patrimonio dell’Umanità Unesco (foto Paul Edmunson)

I magici fiordi norvegesi

Il silenzio. Assoluto, misterioso, quasi inebriante mentre si scivola lungo i 17 chilometri del Nærøyfjord, il fiordo più stretto al mondo e uno dei più belli di Norvegia, sovrastato da montagne di 1800 metri d’altezza. A bordo di moderni traghetti in fibra di carbonio, spinti da silenziosi motori elettrici, all'improvviso i rumori scompaiono, come risucchiati per magia all’interno del fiordo dichiarato nel 2005 Patrimonio dell'umanità Unesco. Il Nærøyfjord rappresenta solo una parte del colossale Sognefjord, che con i suoi 204 chilometri è il più grande della Norvegia e il secondo al mondo dopo Scoresby Sund, in Groenlandia. Quest’angolo della Scandinavia occidentale, vicino a Bergen, è imperdibile in particolare con i colori pastello dell’autunno che rendono ancora più irreali le cascate, i profumi e gli scorci mozzafiato che si aprono alla vista. Come quello su Undredal, il villaggio in mezzo al fiordo riprodotto dalla Disney in “Frozen” con il nome di Arendelle.

Il cielo stellato sui monti Bieszczady, in Polonia (foto Adrian Dràg)

Le stelle della Polonia

È uno dei migliori luoghi in Europa dove ammirare le stelle. Il “Parco del Cielo Stellato Bieszczady” si trova sui monti della Polonia, nella regione Podkarpackie quasi ai confini con l’Ucraina e la Slovacchia. Si tratta di uno dei posti meno abitati dall’uomo, con foreste ancora così selvagge da ospitare il magnifico bisonte europeo, l'orso bruno e l’aquila. Godersi il tramonto tra i picchi scolpiti dal vento dei monti Bieszczady è uno spettacolo impagabile, ma rappresenta solo l’antipasto di quest’angolo di Polonia, dove lo spettacolo arriva dopo l’imbrunire, in una notte di rara purezza e profondità perché non conosce luce artificiale. Quando c’è la luna nuova sono visibili a occhio nudo fino a settemila stelle, accarezzate dal vento e dai sospiri, in questo luogo magico dove il tempo sembra essersi fermato.

La Porta di Pravčice, il più grande arco roccioso d’Europa, in Repubblica Ceca (foto Vaclav Sojka)

Le “Rock Towns” Ceche

Hanno forme impossibili: folli e geniali al tempo stesso. Architetture di roccia a forma di ponte, pareti vertiginose che svelano città pietrificate, labirinti nascosti da dirupi. Sono i tesori del Parco naturale della Svizzera Boema, in Repubblica Ceca, a due passi dalla Germania. Scolpiti non dalla mano razionale dell’uomo, ma da quella potente e misteriosa della natura in milioni di anni. Quando le acque del mare si ritirarono, in epoca preistorica, lasciarono emergere un mondo di pietra arenaria con torri, ponti e porte dalle forme assurde. Amate dai pittori svizzeri Adrian Zingg e Anton Graff, che le fecero conoscere al mondo, le “Rock Towns” della Repubblica Ceca si possono esplorare da Hřensko, il paesino da cui partono i sentieri che si snodano in emozionanti labirinti di rocce e tunnel di pietra, con gole e canyon che in alcuni tratti sono percorribili solo in barca. Da non perdere la famosa Porta di Pravčice, il più grande arco roccioso d’Europa, simbolo della Svizzera Boema.

Il panorama dal monte Pelio, in Grecia, nella regione della Tessaglia (foto Mitrolios)

La terra dei centauri in Grecia

In alto il verde del monte Pelio, coperto di foreste, in basso l’azzurro cristallino del mare, con le sue spiagge di sabbia o sassolini bianchi, alternate da gole e insenature. La regione del Pelio, splendida penisola a uncino tra il Golfo Pagasitikos e il Mare Egeo, in Tessaglia, è uno dei pochi angoli di Grecia ancora non battuti dal turismo di massa. Chiamato così in onore del padre di Achille, Peleo, il monte rappresenta il luogo mitologico dove la leggenda vuole sia nato il centauro Chirone, tutore di eroi greci come Giasone e Teseo. Salendo dal bel porto di Volos verso il monte, si incontrano villaggi incantevoli come Portarià, con le sue chiese di pietra e le piazzette pittoresche, Makrinitsa con le sue case a forma di torre, Tsagarada ornata da platani secolari e infine Chània, circondata da piste da sci. In una continua sorpresa per tutti i cinque sensi.


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