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Sei mesi negli ospedali di Parigi

Martin Hirsch, il Direttore degli Ospedali di Parigi, racconta il disorientamento che ha rischiato di sopraffare gli eroi resistenti della pandemia

di Riccardo Piaggio

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Martin Hirsch, il Direttore degli Ospedali di Parigi, racconta il disorientamento che ha rischiato di sopraffare gli eroi resistenti della pandemia


2' di lettura

C'è una celebre opera del visionario cartografo d'incubi Hieronymus Bosch, «L'estrazione della pietra della follia» del 1480, in cui un ciarlatano estrae un presunto, diabolico agente patogeno dalla testa del malato.

Ciò che è accaduto in questi sei mesi negli ospedali di Parigi assomiglia alla distopia raffigurata dal pittore fiammingo: il cervello di un intero sistema sanitario (il sistema degli ospedali parigini, un'eccellenza europea) è stato bloccato da una pietra invisibile, prima negata e poi esplosa in modo dirompente.

Epidemiologi, virologi, medici di pronto soccorso si sono ritrovati a vestire la casacca dell'alchimista, a dover affrontare un nemico che colpiva al buio e senza apparente logica, come fanno i bambini quando martellano una pignatta. Il Covid è stata per Parigi, prima una seconda drôle de guerre, poi, in modo dirompente, una seconda blitzkrieg, che ha portato il nemico, in meno di tre settimane, a sfilare sotto la Tour Eiffel deserta, questa volta sotto forma di sirene d'ambulanza.

Martin Hirsch, il Direttore degli Ospedali di Parigi

Ora un diario racconta quel disorientamento e il sentimento di impotenza che ha rischiato di sopraffare gli eroi resistenti della pandemia. Lo fa passando dal cuore, dal sentimento d'impotenza. E lo fa con la penna di Martin Hirsch, il Direttore degli Ospedali di Parigi (AP-HP), l'Atlante che ha portato emergenza clinica francese sulle proprie spalle. L'énigme du nénuphar. Face au Virus (Éditions Stock) è insieme la cronaca dell'emergenza di un sistema che ha in carico quasi 13 milioni di cittadini dell'Isola parigina e in cui lavorano 100.000 persone e uno straordinario documento, da leggere e studiare anche fuori dall'Ile parigina. Alle quali Hirsch, ogni mattina e per i primi due mesi d'emergenza (a partire dal 14 marzo) ha inviato un sms di vicinanza. Il diario restituisce con una chiarezza esemplare, dall'interno, scelte, dubbi, crisi e frustrazioni di un intero sistema sanitario. E' uno straordinario auto-reportage, in questo senso, che racconta come funzionano gli ospedali parigini, che non ha necessità di gole profonde per il semplice fatto che chi racconta è la stessa persona che ha operato le scelte. Come in un noir, il diario rivela indizi che, pagina dopo pagina, svela carattere e poi identità dell'assassino.

Hirsch maneggia una materia delicatissima e pone domande che colpiscono il lettore allo stomaco e poi lentamente risalgono al cuore; Il libro di Hirsch appartiene alla godibile letteratura diaristica francese e pone la vera domanda di questa emergenza, al netto del Covid: non dobbiamo (solo) re-imparare ad affrontare le prossime pandemie, ma riformare la “normalità” dell'idea di cura.

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