RUGBY

Sei Nazioni: l’Italia cresce ma cede a un’Irlanda sotto tono

di Giacomo Bagnasco

Maxime Mbanda (Italia) e Johnny Sexton (Irlanda) REUTERS/Ciro De Luca

3' di lettura

Tutti d'accordo: è stata la migliore Italia di questo Sei Nazioni. E, di nuovo, tutti d'accordo: l'Irlanda i è espressa in maniera insoddisfacente per quelli che sono i suoi standard. Eppure all'Olimpico il risultato ci condanna. Non è stata certo una valanga verde, ma il 26-16 (primo tempo 16-12 per gli Azzurri) concede agli ospiti cinque punti in classifica e li riammette alla corsa per il successo finale. Mentre gli uomini di Conor O' Shea falliscono a tempo scaduto anche il calcio piazzato che avrebbe almeno consentito di portare a casa un punticino di bonus.

Partita sostanzialmente equilibrata, con gli irlandesi puniti per la loro presunzione: eccessiva la rinuncia a quattro giocatori di mischia titolari, ed ecco che più di una certezza è venuta meno. L'Italia è stata spesso arrembante e combattiva, pronta a ripartire (almeno nel primo tempo, concluso meritatamente in vantaggio) dopo qualche incidente di percorso, più intraprendente e convinta del solito. Tra le componenti di questi progressi va messa sicuramente la prova del mediano di mischia Tebaldi, che aveva dovuto dare forfait nei primi due turni. Ma in generale sono stati diversi i fattori positivi: una buona prestazione in rimessa laterale (cinque lanci rubati!), la capacità di approfittare di qualche errore di troppo degli avversari, il confronto fisico sostenuto senza troppi problemi, alcune incursioni profonde che raramente sappiamo mettere in scena. Sul piano individuale buone, in particolare, anche le prove di Ruzza, Ghiraldini, Padovani e Hayward e Steyn, sostituto di Parisse a terza centro.

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E allora dove abbiamo perso la partita? Mettiamo sotto la lente tre aspetti: la meta di Stockdale frutto di una disattenzione puntualmente pagata, le troppe punizioni concesse (soprattutto nel secondo tempo) e anche un due su sei nei calci fermi con cui si sono lasciati punti preziosi. Si riparte ancora dallo zero in classifica, con lo sguardo alla impossibile trasferta inglese del 9 marzo. Ma, in attesa del match interno con la Francia e considerando anche il lavoro da fare in prospettiva Coppa del Mondo, in questa giornata non è stato tutto da buttare.
Pronti, via e l'Italia riceve tre penalty contro in sette minuti. All'11' squadra in trincea ma Roux trova il varco. Meta trasformata da Sexton ma l'Italia c'è. Allan non centra i pali dalla distanza, però poi al 19' mette i primi tre punti sul tabellino. Peccato che alla ripartenza del gioco Campagnaro si lasci sfuggire la palla a favore di Stockdale che approfitta anche di un placcaggio sbagliato e segna la seconda meta dei Verdi.

Una mazzata da cui potrebbe essere difficile riprendersi. E invece prima Allan accorcia a 6-12, poi al 33' gli avanti rubano una rimessa laterale, Hayward si invola in un grande break, l'azione si sposta sull'altro fronte fino al passaggio di Allan per Padovani, liberissimo di andare in meta. Sei minuti dopo, poco prima del 40', l'azione più esaltante: rubiamo un pallone in difesa, Tebaldi contrattacca senza perdere tempo e calcia a seguire, altro cambio di fronte, Mbanda' prova a sfondare, è fermato ma il pallone viene raccolto con successo da Morisi. È la meta del sorpasso, non accompagnata dalla trasformazione di Allan.

Saranno anche gli ultimi punti segnati dagli Azzurri, ma lo 0-14 della ripresa non significa un dominio assoluto degli ospiti. Che, certo, in alcuni momenti sembrano più “svegli” e capitalizzano almeno in parte la massa di punizioni a favore. Sexton e i suoi puntano sempre al bersaglio grosso, senza cercare di calciare tra i pali. E all'8' indovinano la giocata con una lunga manovra finalizzata da Earls, che non dimentica la sua attitudine a castigarci, e accompagnata dalla trasformazione di Murray. Sul 16-19 c'è ancora partita e l'Italia ci prova, tamponando in difesa e proponendosi davanti. Ma sull'ennesima rimessa laterale gli irlandesi organizzano un buon raggruppamento e avanzano fino al tocco decisivo di Murray. La quarta meta a favore significa punto di bonus in classifica. Il capitano di giornata O' Mahony, votato man of the match, porta a compimento la sua missione. E l'Italia, pur riprovandoci fino all'ultimo, si ferma qui.

IL SEI NAZIONI 2019
La terza giornata: Francia-Scozia 27-10; Galles-Inghilterra 21-13; ITALIA-Irlanda 16-26
La classifica*: Galles 12 punti; Inghilterra 10; Irlanda 9; Francia 6; Scozia 5; ITALIA 0
* Quattro punti per la vittoria, due per il pareggio, un punto di bonus alla squadra che segna almeno quattro mete e a quella che perde con un distacco inferiore alle otto lunghezze

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