rugby

Sei Nazioni, l’Irlanda si riscatta sul campo della Scozia

di Giacomo Bagnasco


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3' di lettura

Dimenticati gli agi di una partita contro un'Italia non all'altezza, la Scozia si presenta nuovamente davanti al suo pubblico. E stavolta davanti ci sono gli irlandesi, campioni uscenti feriti dalla sconfitta casalinga nel match di apertura con l'Inghilterra. Battaglia doveva essere e battaglia è stata. Il verdetto? Gli uomini in verde, più forti e resistenti, hanno piano piano soffocato i padroni di casa finendo per vincere 22-13. Lo spettacolo è andato scemando con il passare dei minuti e l'Irlanda ha giocato un secondo tempo “intelligente”, disinnescando gli avversari e piazzando il colpo decisivo con Carbery.
La Scozia si è illusa con un secondo quarto di gara brillante ma nella ripresa è calata e non ha quasi mai creato pericoli. Una complessiva differenza di valori - in una partita che pure ha contato un numero abbastanza alto di errori - è emersa pian piano e anche in fase di controllo del gioco l'Irlanda è cresciuta. Gli uomini di Schmidt, insomma, non escono dalla corsa per la vittoria finale nel torneo, mentre la Scozia perde l'occasione per mantenere la testa della classifica e anche un po' di entiusiasmo.
I primi punti del match esaltano Murrayfield, con Laidlaw che piazza in mezzo ai pali dopo una scorrettezza di Aki. Ma l'Irlanda tra il 10' e il 17' centra una doppietta che potrebbe già indirizzare il match. Prima va in meta Murray che su un calcio a seguire di Stockdale approfitta di un malinteso tra Seymour e Maitland recuperando il pallone e andandolo a schiacciare; poi lo stesso Murray improvvisa un pezzo di bravura, un balletto in mezzo al campo tra lui, Farrell, Sexton e Stockdale. In un fazzoletto d'erba si crea il corridoio imboccato dall'ala fino al tocco decisivo.
Le squadre lamentano una grave perdita a testa. Nella Scozia esce Hogg e il suo posto di estremo viene preso da Kinghorn, giustiziere dell'Italia con tre mete sabato scorso e oggi partito dalla panchina. L'Irlanda deve rinunciare a Sexton, che aveva già denunciato problemi calciando male la trasformazione della prima meta, sostituito da Carbery.
Sul 3-12 la Scozia è ben lontana dall'arrendersi e anzi incrementa una supremazia territoriale che finisce per aggirarsi sul 75 per cento. Alla mezz'ora Carbery “telefona” ad Aki un passaggio che viene intercettato dal sempre brillante Russell, capace di guadagnare una quarantina di metri e, sul placcaggio di Earl, di riciclare magnificamente per Johnson. Meta trasformata da piede-caldo Laidlaw e primo tempo che finisce sul 10-12 dopo un'ultima infruttuosa offensiva dei padroni di casa articolata su 25 fasi di gioco.
Nella ripresa - giocata in gran parte su continui “raccogli e vai”, non certo un inno al bel gioco - l'Irlanda si fa più propositiva anche grazie ad alcune sgroppate dell'estremo Kearney. Sugli sviluppi di una di queste Carbery raccoglie un pallone da terra e sguscia tra due avversari: un buco regale e un lungo passaggio, altrettanto di qualità, per mandare in meta Earls. Mancano quasi 25 minuti ma il match ha già preso la sua strada. Laidlaw accorcia a meno sei sul 13-19, però poi Carbery realizza un piazzato dopo 27 fasi di gioco irlandesi e nel finale il punteggio non si schioda più.
LA PARTITA. Scozia-Irlanda 13-22 (primo tempo 10-12). Per la Scozia: 1 meta (Johnson), 2 calci (Laidlaw), 1 trasformazione (Laidlaw). Per l'Irlanda: 3 mete (Murray, Stockdale, Carbery), 1 calcio piazzato (Carbery), 2 trasformazioni (Murray, Carbery). Calci fermi: Laidlaw 3 su 3; Murray 1 su 1, Carbery 1 su 1, Sexton 0 su 1.

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