rugby

Sei Nazioni, spareggio Francia-Italia per rompere una serie negativa

di Giacomo Bagnasco

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Conor O'Shea (Afp)


2' di lettura

MARSIGLIA - Una serata storica. Il primo match interno del Sei Nazioni che la Francia ospita lontano da Parigi. Il primo che l’Italia gioca in notturna. E preferiremmo fermarci qui, in fatto di novità, perché in caso di sconfitta azzurra arriverebbe un'altra prima volta decisamente sgradevole: si tratterebbe infatti della 15esima débâcle consecutiva dei nostri, sempre battuti nel torneo dopo la vittoria esterna ottenuta a febbraio 2015 contro la Scozia.

Di fronte ci troveremo un team che, anche senza considerare le difficoltà fuori dal campo (ultima in ordine di tempo la sospensione di otto giocatori per motivi disciplinari), vive a sua volta una crisi di risultati epocale. L’attuale filotto di otto partite senza vittorie - comprendendo anche il tour della scorsa estate in Sudafrica e i test match interni di novembre - è la seconda peggior serie di sempre per i Bleus. Avevano fatto peggio solo una cinquantina di anni fa, a cavallo tra il 1968 e il 1969, con 11 partite prive di successo.

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Il problema, dicono al di là delle Alpi, è riconquistare uno spirito vincente, una cultura della vittoria. Perché anche quella della sconfitta, purtroppo, è paradossalmente una cultura. Nella Francia di Marsiglia, 12 dei titolari hanno un bilancio personale in deficit con la maglia della Nazionale. Quella che per noi purtroppo è normalità, dovendoci regolarmente confrontare con squadre più forti, per i francesi costituisce un'anomalia da contrastare il prima possibile. A partire ovviamente da stasera, in questo incontro tra i padroni di casa penultimi e gli ospiti ultimi in classifica.

È curioso il fatto che in entrambi i percorsi negativi delle due Nazionali ci sia anche la firma di Jacques Brunel. Da ct azzurro perse i suoi ultimi sette impegni del Sei Nazioni, passando poi il testimone a Conor O' Shea per una staffetta finora assai malinconica. Da ct dei transalpini, subentrato alla delusione Guy Novès, ha esordito con due sconfitte contro Irlanda e Scozia. Partite lasciate di misura, niente a che vedere con i 30 punti abbondanti di scarto rimediati dall'Italia di fronte all'Inghilterra e alla stessa Irlanda, ma la scimmia è rimasta sulla spalla.

Il vecchio Jacques parla del rapporto esistente tra i due movimenti rugbystici e in sostanza tra i due Paesi. “Siamo latini, si conoscono i legami che esistono tra di noi. Ci possiamo considerare cugini, dunque c'è un po' una rivalità familiare”. Si gioca a Marsiglia e qualcuno gli chiede se lui, uomo del Midi, nel calcio sostiene la squadra locale, l'Olympique. “Più che altro - è la risposta - sostengo il loro allenatore, Rudi Garcia. Mentre ero ct dell'Italia lui era alla guida della Roma e abbiamo avuto modo di scambiarci le nostre esperienze”.

Ecco, Garcia, un altro francese che ha iniziato bene e finito male la sua avventura in Italia. Chissà se stasera sarà al Vélodrome per vedere il match, concedendosi una piccola pausa. Appena superato il turno in Europa League ai danni dei portoghesi del Braga, ora la sua squadra è attesa da una tre giorni parigina bella tosta: domenica e mercoledì, prima in campionato e poi nei quarti di finale della Coppa di Francia, al Parco dei Principi contro il Paris Saint Germain.

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