rugby

Sei Nazioni: un’Italia discreta non basta contro il Galles

di Giacomo Bagnasco


default onloading pic

3' di lettura

ROMA - Una partita strana, che il Galles prova a mettere in frigo fin da subito, senza riuscirci, e che l'Italia si gioca quasi fino all'ultimo, uscendo sconfitta 15-26 (primo tempo 7-12, due a due il conto finale delle mete). Azzurri più reattivi rispetto al match in Scozia di sette giorni fa, nonostante un avvio ricco di errori. Il ct ospite Warren Gatland ha esagerato un tantino nel turnover e ha corso qualche rischio, ma sostanzialmente il risultato è giusto. Per i Rossi arriva un altro successo (vincono da un anno Enza soluzione di continuità) e ora - se a Cardiff battessero l'Inghilterra - fisserebbero la loro migliore striscia positiva di sempre con 12 affermazioni consecutive.

L'Italia ha mostrato miglioramenti, è stata meno esitante e più propositiva, lottando molto bene soprattutto nelle fasi di rimessa laterale, però deve accettare una dura realtà: nel Sei Nazioni perde ininterrottamente da quasi quattro anni, il che vuol dire 19 partite di seguito concluse con il segno meno.

E l'immediato futuro propone due impegni impossibili, il 24 febbraio a Roma con l'Irlanda e il 9 marzo a Londra con l'Inghilterra. Una traversata nel deserto prima di arrivare al match interno con la Francia, un po' più abbordabile. Si può pensare di recuperare qualche uomo (sperando che finisca l'emergenza dei mediani di mischia), di lavorare sul piano tecnico e su quello mentale, tenendosi stretti progressi anche limitati. Resta il fatto che c'è sempre da remare contro una corrente che lascia poco respiro.

Così come senza fiato erano rimasti a inizio match i fan italiani, che non costituivano la stragrande maggioranza in un Olimpico meno affollato del solito: 38.700 le presenze registrate. Dopo 26 secondi, infatti, Ghiraldini tiene un pallone a terra e Biggar comincia i suoi esercizi al piede: calcio piazzato e 3-0. Gli ospiti cominciano gestendo il pallone e tenendosi spesso nella nostra metà campo, mentre un paio di fiammate azzurre sulla fascia sinistra del campo non vanno a buon fine. Tra un canto gallese e l'inno di Mameli suonato da una banda sugli spalti, si va avanti sulla spinta delle recriminazioni per i troppi palloni restituiti dagli Azzurri agli avversari. Ovali persi in tutte le maniere, a dispetto di uno spirito di combattimento che piano piano si fa strada. Intanto però Biggar punisce in rapida successione una irregolarità in mischia chiusa e un fuorigioco. Dopo meno di 20 minuti il punteggio è 0-9 e l'Italia ha conquistato a malapena una punizione a favore. I Rossi non portano il colpo del potenziale ko ma dopo una lunghissima azione nata da una spettacolare presa al volo di Biggar lo stesso n. 10 centra un'altra volta i pali.
Bisogna passare la mezz'ora per vedere l'Italia più presente in attacco. E i risultati non mancano. Da uno sbalestrato calcio in trasversale di un trequarti gallese la palla è recuperata da Esposito e così nasce la prima meta dell'incontro: fuorigioco difensivo, Allan gioca in touche, l'Italia vince il proprio lancio e dopo alcuni bei tentativi di fondamento è Steyn a planare in meta sospinto da Sisi e Parisse. Allan trasforma e poi a tempo scaduto centra il palo su punizione.
Pazienza, si va al riposo rinfrancati, pur mettendo in conto che il Galles sa esprimere ottimi secondi tempi e può far entrare alcuni campioni dalla panchina. L'Italia conquista subito altri tre punti con un piazzato di Allan portandosi a meno due, combatte e ruba qualche pallone. Jonathan Davies e i suoi sembrano perdere un po' di sicurezza, oppure siamo noi a illuderci. Di fatto, al quarto d'ora arriva la prima meta ospite: un'azione al largo come si deve porta a un sovrannumero con passaggio finale di Williams ad Adams. Biggar completa il suo giorno perfetto al piede con una trasformazione e poi esce. Il divario si allarga definitivamente al 28', con un'azione da touche ben gestita e il calcetto a seguire di Anscombe che manda il pallone in area di meta, con Watkin pronto a schiacciare.
L'ultimo acuto, se può essere di consolazione, è di marca italiana. Bel movimento al largo, raddoppio di classe di Allan e meta di Padovani, tra i migliori. C'è ancora il tempo per un tentativo gallese, ma la prova tv annulla una meta e ci evita un passivo più pesante, che in fondo non meritavamo.
LA PARTITA
Italia-Galles 15-26 (primo tempo 7-12). Per l'Italia: 2 mete (Steyn, Padovani), 1 calcio piazzato (Allan), 1 trasformazione (Allan). Per il Galles: 2 mete (Adams, Watkin), 4 calci piazzati (Biggar), 2 trasformazioni (Biggar, Anscombe). Calci fermi: Allan 2 u 4; Biggar 5 su 5, Anscombe 1 u 1

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti