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Sei priorità per il Mezzogiorno

L’Unione industriali di Napoli ha curato un vademecum, in cui indica i temi strategici per lo sviluppo del Sud, che consegnerà ai leader politici

di Vera Viola

3' di lettura

Sei temi considerati “fondamentali” , una sorta di vademecum per il prossimo Governo: è quello messo nero su bianco dall’Unione industriali di Napoli che, a nome anche di altre territoriali meridionali, sarà consegnato ai leader politici nazionali candidati alle elezioni politiche del 25 settembre. E consegnato ieri a Matteo Renzi, protagonista del primo incontro nella sede napoletana. Seguiranno altri incontri: il 13 con Luigi Di Maio, il 15 con Matteo Salvini, il 22 con Marcello Pera di Fdi, il 23 con Antonio Tajani. Mentre non sono ancora fissate le date degli appuntamenti con Enrico Letta e Giuseppe Conte.

«Questo documento si propone di porre all'attenzione delle forze politiche impegnate nella tornata elettorale spunti concreti di riflessione – ha spiegato il presidente degli industriali di Napoli, Costanzo Jannotti Pecci – su cui sviluppare un dialogo costruttivo con chi rappresenta l'impresa napoletana e costituisce la più importante e numerosa territoriale del sistema confindustriale nel Mezzogiorno».

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Mezzogiorno motore produttivo del paese

Gli industriali napoletani ribadiscono: «Vanno innalzati i livelli di produttività del sistema Italia. È possibile, creando condizioni di maggiore attrattività per gli investimenti. Questa operazione va realizzata con maggiore incisività nel Mezzogiorno, vale a dire nell'unica macro area del Paese che sconta un deficit di infrastrutture e di servizi pubblici, che ha tassi di disoccupazione molto elevati, ma ha territori non saturi per nuovi insediamenti, risorse umane giovanili qualificate disponibili, attualmente spesso costrette a trovare sbocchi occupazionali altrove.Su questo tema il dibattito politico è assente». Eppure – si legge nel documento – «ridurre fortemente il divario occupazionale del Sud è la sola strada praticabile per uscire dalle secche di un debito pubblico anomalo».

Meno fisco per compensare le diseconomie

Occorre, sostiene l’Unione napoletana,mettere le imprese che operano nel Mezzogiorno in condizione di competere ad armi pari con la concorrenza, utilizzando innanzitutto lo strumento della defiscalizzazione. «Strutturare – propone la confindustria napoletana – il meccanismo di incentivazione in modo da assicurare una premialità a chi investa in cervelli e centri direzionali nel Mezzogiorno.Bisogna che questa forma articolata di compensazione fiscale per le imprese attive nel Sud sia duratura, e che quindi il nuovo Governo ponga al centro della sua interlocuzione con Bruxelles il problema, piuttosto che gestirlo in termini emergenziali, strappando ogni sei mesi proroghe mai rassicuranti per chi intenda sviluppare iniziative produttive su scala pluriennale».

Una struttura nazionale per promuovere lo sviluppo

La proposta è chiara. «Vanno ricentralizzate funzioni essenziali per il regolare svolgimento delle politiche di sviluppo economico. Bisogna creare una struttura di coordinamento nazionale a Palazzo Chigi, finalizzata a mettere a sistema progetti e interventi in grado di incidere strutturalmente per la soluzione dei problemi del Paese, a cominciare dai divari territoriali».

Il tema dell'autonomia differenziata

Le condizioni sono quelle poste anche in passato: l’autonomia differenziata può trovare soluzione soltanto nel quadro di interventi per il superamento del divario. In altre parole si ribadisce che vanno definiti e realizzati concretamente i LEP, i livelli essenziali di prestazione rapportati a fabbisogni standard e quindi tali da assicurare il pieno esercizio di diritti di cittadinanza per ogni area della Penisola. Occorre, cioè, superare una volta per tutte, l'iniqua metodologia della spesa storica!!!I

Pnrr , vincolo del 40% da salvaguardare.

Una eventuale revisione non potrà certo superare il vincolo delle risorse del 40% al Sud. Gli imporenditori napoletani anzi aggiungono anche: «Non va toccato il Patto per Napoli». Se mai, se si rinvengono disponibilità, si possono aumentare le risorse a supporto dell'operazione di risanamento e rilancio.

Energia. Misure strutturali e per l'emergenza

Presto sostegni a imprese e famiglie. Numerosi i comparti in gravi difficoltà. Nella platea di Napoli sono rappresentanti i settori metalmeccanico, meccatronica, moda, logistica e farmaceutica. Tutti in gravissime difficoltà. Si parla anche di una necessaria forte accelerazione a impianti di rigassificazione, allo sviluppo delle rinnovabili. Si pensa al Mezzogiorno come al nuovo hub energetico del Paese.

Più nel dettaglio, poi, il documento consegnato a Matteo Renzi tocca una serie di progetti che la Campania attende da tempo: si fa riferimento alle grandi opzioni di riconversione e rigenerazione urbana legate al rilancio di Bagnoli, Napoli est e area vesuviana (con la realizzazione del CIS Vesuvio Pompei); alla gestione dei grandi attrattori culturali; al potenziamento del sistema dei trasporti, della logistica e dell'intermodalità, a partire dal porto; e al decollo della Zes campana.

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