LO STRAPPO CON BERLUSCONI 

Sei senatori «totiani» possibile stampella della Lega al Senato

Dopo l’acquisizione della pentastellata Emma Pavanelli, la maggioranza giallo verde a Palazzo Madama conta su 165 voti: 107 di M5S e 58 del Carroccio. Appena cinque sopra la maggioranza

di An.C.


Toti e Carfagna, gli ultimi delfini spiaggiati di Berlusconi

2' di lettura

Lo strappo del governatore della Liguria Giovanni Toti, uscito da Forza Italia e pronto a battezzare ai primi di settembre, a Matera, un nuovo soggetto politico dal nome “Cambiamo insieme”, potrebbe avere come conseguenza la nascita di un gruppetto parlamentare di “totiani” formalmente all’opposizione, così come all’opposizione è la forza politica di provenienza, ma nella sostanza facente funzione di stampella politica della Lega.

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Un gruppetto di 14 parlamentari
Del gruppetto di “totiani” farebbero parte, allo stato attuale, sei senatori e otto deputati. Una squadra abbastanza esigua, non sufficiente per costituire un gruppo parlamentare autonomo. Potrebbero confluire nel misto. Fonti vicine al governatore ligure confidano però sul fatto che, dopo la decisione di Toti di rompere con Berlusconi e con il suo progetto “Altra Italia”, altri componenti azzurri decidano di abbracciare il progetto “Cambiamo insieme”.

Al Senato maggioranza giallo verde a rischio
Un gruppetto esiguo, dunque, ma che potrebbe fornire un contributo politico determinante. Dopo l’acquisizione della pentastellata Emma Pavanelli, la maggioranza giallo verde al Senato conta su 165 voti: 107 di M5S e 58 senatori della Lega. Il che significa che a Palazzo Madama il governo può “fare affidamento” su cinque voti sopra la maggioranza (160).

La possibile stampella dei “totiani”
In questo scenario politicamente molto scivoloso un appoggio esterno, anche se di un gruppo esiguo, può aiutare a scongiurare situazioni di “sofferenza” per Lega e Cinque Stelle ogni volta che si vota su un provvedimento politicamente sensibile. Già in passato senatori di Forza Italia hanno votato a favore dei provvedimenti proposti dal Carroccio: è il caso del primo decreto Sicurezza o della legittima difesa.

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