automotive e lighting

Selettra punta su Cina e Egitto e investe nel 4.0

di Michele Romano

2' di lettura

Automotive e lighting: Selettra, leader europeo nella produzione di cablaggi elettrici per elettrodomestici e caldaie, guarda a nuove aree di business per proseguire una crescita iniziata già nei primi anni ’80, quando il fondatore del gruppo, Pio Antognozzi, spinse subito in direzione dell’internazionalizzazione. L’azienda ha appena chiuso un altro anno positivo: 30 milioni di fatturato, il 70% sull’estero, dove Electrolux è il principale cliente e subito dietro ci sono altri due colossi quali Whirlpool e Ariston Thermo.

Dietro questo trend di crescita un passaggio generazionale già completato, con i figli Luca e Marco che dirigono settori chiave per lo sviluppo dei nuovi progetti, la presenza di manager esterni alla famiglia, in base alle accresciute esigenze del mercato in termini di competenze, un’attività di brevettazione, oltre che il progressivo coinvolgimento di atenei europei (BIBA di Brema, La Salle Campus di Barcellona e l’Università di Pisa tra tutti) nella sfida dell’innovazione di prodotto e processo.

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Selettra occupa oggi complessivamente 400 collaboratori: casa madre a Comunanza, nell’Ascolano, due stabilimenti produttivi in Romania e Ucraina, che servono tutto il mercato dell’Est Europa, e una presenza all’estero che si completa con progetti di trasferimento tecnologico in Cina ed Egitto: «Siamo una multinazionale tascabile», afferma Antognozzi, che ha appena ritirato a Stoccolma il premio “Electrolux Emea Supplier Excellence Award 2017”, assegnato dal colosso svedese alla migliore azienda fornitrice del mercato Euopra-Medio Oriente-Africa, tra le 2.000 su base globale. «Un riconoscimento al nostro modello di collaborazione – spiega -, che ci consente di andare oltre la tradizionale attività di produzione, proponendo soluzioni tecniche per un consistente sviluppo e miglioramento tecnologico del prodotto».

Una sfida che, da quest’anno, passa attraverso un investimento da 1 milione di euro nel triennio in direzione soprattutto della digitalizzazione, che consentirà una conversione dell’azienda in impresa 4.0. «Abbiamo deciso di coinvolgere nei nostri progetti di innovazione atenei e centri di ricerca ai primi posti nel campo dell’Ict, che ci aiuteranno a giungere a un cambio di paradigma – conclude Antognozzi -. I nostri stabilimenti saranno completamente interconnessi e punteremo sui big data, che ci consentiranno di avere una gestione più avanzata delle nostre risorse, anticipando le eventuali problematiche delle attrezzature, migliorando la qualità del nostro lavoro e permettendo di abbattere gli sprechi».

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