Lavoro

Selezioni in 100 giorni, incarichi e dirigenti: così accelera il Pnrr

di Tiziano Grandelli e Mirco Zamberlan

(Konstantin Yuganov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il processo di avvicinamento all’obiettivo “concorsi in 100 giorni” posto dal Ministro per la pubblica amministrazione aggiunge un altro tassello con l’approvazione del decreto reclutamento. E il risultato sembra ora a portata di mano.

L’intervento è sicuramente necessario in quanto ad oggi la norma cardine per lo svolgimento dei concorsi è rappresentata ancora da un Dpr del 1994, quasi trent’anni fa, quando il pc e gli strumenti informatici non erano oggetto di lavoro diffuso come al giorno d’oggi. Un contributo alla spinta innovativa è stato certamente favorito dal periodo di pandemia, che ha obbligato anche i più ritrosi a relazionarsi con le nuove tecnologie.

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Il decreto Covid di aprile, tempi ridotti per le selezioni

La norma che attualmente disciplina la materia è rappresentata dal decreto di aprile che, tra le disposizioni introdotte per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, si è occupato anche di prove selettive, con lo scopo esplicito di ridurre i tempi di reclutamento del personale. I punti cardine sono:

1) la riduzione del numero delle prove da effettuare, portandole a una prova scritta e una prova orale. Questo aspetto non sembra far sorgere particolari questioni operative;

2) l’introduzione degli strumenti informatici per effettuare le prove, prevedendo, tra l’altro, la possibilità del ricorso alla videoconferenza per le prove orali. Pur essendo evidenti gli effetti benefici sulla durata dei concorsi, l’applicazione di questa disposizione può implicare problemi organizzativi e costi aggiuntivi, soprattutto per gli enti di piccole e medie dimensioni, in quanto è necessario garantire la pubblicità delle operazioni concorsuali, l’identificazione dei partecipanti, la sicurezza e la tracciabilità delle comunicazioni. Il tutto nel rispetto della normativa sulla privacy;

3) la valutazione dei titoli quale strumento di selezione che consente l’ammissione alle successive prove. Questa possibilità è limitata, però, ai profili di alta specializzazione;

4 la stessa valutazione dei titoli, unitamente all’esperienza professionale, quale elemento che determina il punteggio finale. In questo caso i titoli non possono superare un terzo rispetto alla valutazione complessiva.

Sul portale del reclutamento il fascicolo del candidato

In questo contesto non si può sottacere il ruolo che dovrà rivestire il portale del reclutamento, istituito già nel 2019, ma fino a oggi non operativo.

Con il portale, il soggetto che vuole partecipare al concorso si può iscrivere direttamente su questo portale, con il quale si gestiranno tali istanze e si provvederà alla creazione del fascicolo del candidato, dove sarà possibile gestire tutte le operazioni concorsuali. Risulta evidente il risparmio di tempo che tale strumento consente.

Le assunzioni Pnrr di personale altamente qualificato

Un ulteriore impulso all’accelerazione dei tempi per la selezione di personale è richiesto dall’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza.

E il decreto reclutamento ha disposto in questo senso. Sono, infatti, previste assunzioni di personale altamente specializzato a tempo determinato, per la cui selezione, così come per il conferimento di incarichi professionali, saranno istituiti appositi elenchi gestiti dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

A questi elenchi si possono iscrivere i soggetti in possesso di laurea magistrale o specialistica e, in alternativa, il dottorato di ricerca, il master di secondo livello ovvero l’esperienza qualifica di almeno tre anni in enti pubblici nazionali oppure in organismi internazionali ovvero presso l’Unione europea. Nell’elenco degli incarichi possono iscriversi i professionisti in possesso dell’iscrizione al relativo albo e non ancora pensionati. Il Dipartimento della funzione pubblica ha chiarito che, per accedere ai predetti elenchi, si ricorrerà alle procedure del decreto di aprile, valutando i titoli, riducendo ulteriormente le prove a un solo scritto ed effettuando lo stesso in forma decentrata. Le assunzioni sono effettuate attingendo dagli elenchi e senza ulteriori prove selettive. Tali modalità di reclutamento possono essere adottate anche dalle amministrazioni non interessate alla realizzazione dei progetti previsti dal Pnrr.

Per il conferimento di incarichi, l’amministrazione interessata dovrà convocare a colloquio almeno 4 professionisti, garantendo la parità di genere.

Dirigenti a tempo per gestire i progetti del piano fino al 2026

Le operazioni di direzione e di coordinamento nella realizzazione dei progetti previsti nel Pnrr sono affidati a dirigenti, con preferenza per quelli esterni. A tale proposito sono previste apposite deroghe al limite nel numero di dirigenti a tempo determinato ovvero l’istituzione di posti di qualifica dirigenziale da destinarsi all’attività di gestione, monitoraggio, rendicontazione e controllo degli interventi previsti dal Pnrr. Le assunzioni a tempo determinato sono legate al progetto di competenza e, comunque, non possono eccedere il 31 dicembre 2026. Considerato la necessità, per le amministrazioni, di dotarsi di alte professionalità, è prevista la possibilità di riservare una quota di queste assunzioni ai laureati in materia scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche.

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