Frutta esotica

Sempre più avocado a tavola, e arriva anche quello made in Italy

Le vendite crescono del 35%, come anche tutta la frutta tropicale e molte aziende , dal Salento alle pendici dell’Etna, si stanno convertendo a questo tipo di coltivazioni

di Manuela Soressi

Nel generale aumento di consumi di frutta tropicale si distingue il boom dell’avocado

3' di lettura

Dategli qualche anno e l’avocado diventerà il frutto tropicale più venduto al mondo. Lo afferma un rapporto firmato da Ocse e Fao, basandosi da un lato sull’impennata della domanda globale e dall’altro sul boom della produzione, che dovrebbe triplicare entro il 2030. Anche in Italia le vendite di avocado continuano a espandersi in modo significativo (oltre il 35% in più anno su anno) così come crescono le importazioni che, secondo Fruitimprese, sono aumentate del 49% nel primo semestre 2021, per un controvalore di oltre 49 milioni di euro. E c’è ancora un ampio bacino di consumatori da conquistare visto che 85 famiglie su cento ancora non l’hanno acquistato.

Coop Italia stima che i volumi di vendita aumenteranno del 45-50% in un triennio, facendo da traino a tutto il mondo della frutta esotica. Un mercato fiorente, dove si assiste a una crescita dell’offerta e dei brand. Ai big internazionali (come Chiquita e Dole) si stanno affiancando marchi specializzati, come Figaro Filiera Italia, del gruppo McGarlet che ha investito sulla produzione di frutta esotica nel nostro Paese già dal 2012.

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Da prodotto stagionale e “curiosità” per appassionati, la frutta esotica è diventata una presenza regolare in Gdo. «Nei nostri punti vendita offriamo da 40 a 70 referenze che rappresentano il 7,5% dell'assortimento a valore di frutta - spiega Riccardo Coppa, direttore generale di Banco Fresco, catena specializzata nei freschissimi in espansione in Italia, con una dozzina di nuove aperture previste entro la fine del 2022 – La frutta esotica interessa i nostri clienti tanto che, a parità di rete, da aprile a oggi le vendite sono aumentate del 30%».

Alla Gdo la frutta esotica interessa, come dimostra il continuo ampliamento dell’assortimento che si è arricchito con quella ottenuta da una filiera etica e sostenibile: dalle banane Dole certificate Rainforest Alliance all'ananas Dolcetto Alce Nero, biologico e Fairtrade, frutto di un progetto di cooperazione internazionale promosso in Togo dall'azienda Brio insieme a Coopermondo e Federcasse. L’ultima novità sono le versioni snack: mango, cocco, ananas o mix esotici proposti in coppette monouso, già tagliati e pronti da gustare.

Il frutto esotico che va per la maggiore resta, comunque, l’avocado. I consumi aumentano da anni (+40% nell’ultimo triennio) e hanno un grande potenziale di crescita perché sono ancora bassi rispetto agli altri Paesi europei (400 grammi pro capite annui contro i 2 kg dei francesi). L’avocado è anche il frutto tropicale più coltivato nel nostro Paese ed è il capostipite di “quell’esotico italiano” che rappresenta uno dei trend emergenti del panorama ortofrutticolo. I consumatori mostrano una spiccata preferenza per il “made in Italy” tanto che il 61% li acquisterebbe al posto di quelli d'importazione, ha rivelato un sondaggio Coldiretti-Ixè. Questo scenario, unito alla maggior remuneratività di questi frutti rispetto ad agrumi od olive, ha spinto molti imprenditori agricoli del Mezzogiorno (soprattutto in Sicilia e Puglia) a introdurre avocado, mango, papaya e litchi, arrivati ormai a oltre un migliaio di ettari, secondo Coldiretti.

Anche i grandi gruppi del settore ortofrutticolo ci stanno investendo, come Oranfrizer, che per due mesi l’anno commercializza mango fresco siciliano. «Sull’avocado italiano abbiamo importanti progetti avviati in Puglia – afferma Alessandro Canalella, chief commercial officer del Gruppo Orsero, per cui la frutta esotica rappresenta più del 40% dei ricavi, che nel 2020 hanno superato il miliardo di euro –. Insieme ad aziende produttrici pugliesi abbiamo partecipato a un bando di ripopolazione agricola del Salento, piantando 150 ettari ad avocado laddove prima c'erano oliveti distrutti dalla Xylella. E ora stiamo costruendo partnership con produttori di mango in Sicilia».

Per l’esotico italiano i tempi, dunque, sembrano maturi. E non solo sul mercato interno. In Francia e Germania arriva il mango bio coltivato in Sicilia dall’azienda Collura, che prevede di raddoppiare le coltivazioni entro il 2026, mentre in Germania e Svizzera viene distribuito quello proveniente dalla Basilicata commercializzato da Zuccarella Fattorie Ortofrutticole. Da grande e tradizionale importatore, quindi, l’Italia sta anche diventando un piccolo ed emergente esportatore di frutta esotica. Quella coltivata alle pendici dell’Etna dalle 18 aziende che fanno capo al brand Sicilia Avocado finisce sugli scaffali della Gdo in Francia e Svizzera, oltre a essere consegnata a casa in tutta Italia grazie al servizio di ecommerce che in una decina di anni ha coinvolto 60mila clienti regolari.

«Il nostro business continua a crescere e anche la produzione aumenta: l’ultima campagna ha fatto un +30%, arrivando a 1400 tonnellate di avocado», afferma Andrea Passanisi, titolare di Dal Tropico, azienda commerciale specializzata in frutta esotica siciliana che ottiene con contratto di filiera da una trentina di aziende su circa 140 ettari e che vende con diversi brand per il 30-40% all’estero. Ma che ora sta puntando a crescere soprattutto in Italia.

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