commercio

Sempre più aziende agricole passano alla vendita diretta della produzione

I modelli di acquisto stanno cambiando e privilegiano le realtà vicine a casa, così il fatturato supererà a fine anno i 6,5 miliardi. Segnale forte verso una filiera agroalimentare corta e sostenibile

di Maria Teresa Manuelli

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Una ricerca Nielsen evidenzia come gli italiani preferiscano comprare dai canali locali

I modelli di acquisto stanno cambiando e privilegiano le realtà vicine a casa, così il fatturato supererà a fine anno i 6,5 miliardi. Segnale forte verso una filiera agroalimentare corta e sostenibile


4' di lettura

Nel 2020 cresce il numero di aziende agricole che fa vendita diretta (+5%) e il fatturato supera i 6,5 miliardi di euro. Il lockdown ha, infatti, stimolato molte imprese agricole a individuare nuove soluzioni per superare le difficoltà logistiche e organizzative dei canali consueti, orientandosi così verso la vendita diretta. Un fenomeno che va letto anche come segnale verso una filiera agroalimentare più corta e sostenibile. Secondo i risultati dell’indagine trimestrale sulle aziende agricole realizzata dall’Ismea, l’emergenza Covid-19 ha determinato un sensibile aumento del numero delle imprese agricole che praticano la vendita diretta e, di conseguenza, il fatturato di questo canale che, nel 2020, supererà i 6,5 miliardi di euro.

Filiera corta

I produttori che quest’anno hanno scelto di accorciare la filiera, raggiungendo in autonomia il consumatore finale, sono il 21,7% del campione analizzato, percentuale che aumenta di circa il 5% rispetto al 2019 (17%). Non solo: chi ha adottato il canale di vendita diretta, vi destina mediamente l’82% della produzione aziendale, quota che nel 2019 era del 73,1%. Nel 2020 la vendita diretta diventa così il terzo canale scelto dagli agricoltori, dopo il conferimento a cooperative, consorzi e Op (indicato da quasi il 39% dei rispondenti) e la vendita a grossisti e intermediari commerciali (indicato dal 25%).

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Un’accelerazione che è il frutto anche delle iniziative portate avanti da associazioni di categoria e regioni per accorciare la filiera. Con una rete di oltre 10mila punti radicata su tutto il territorio italiano, Campagna Amica di Coldiretti è nata nel 2008 a sostegno dell’agricoltura italiana, con vendita diretta, turismo ed ecosostenibilità. A fine ottobre mercati e agriturismi di Campagna Amica hanno attivato, dove possibile, un servizio di consegna a domicilio di prodotti di qualità, sicuri e garantiti.

Ora più che mai con il Dpcm che impone la chiusura degli esercizi dalle ore 18, gli imprenditori agricoli, titolari di agriturismi, cantine e attività di vendita diretta, stanno cercando di contenere le perdite riprendendo la consegna a domicilio e l’asporto di piatti e prodotti a km zero, già messa in atto con successo nei mesi del lockdown. Anche Cia-Agricoltori Italiani ha inaugurato lo scorso marzo un portale per azzerare le distanze tra il campo e la tavola e consentire a tutti, anche in questo momento di grande emergenza per il Paese, di acquistare e consumare i prodotti genuini della terra.

La Lombardia ha destinato qualche settimana fa 1,5 milioni di euro a 27 imprese agricole lombarde, per l’operazione Filiere corte. «Soprattutto in periodo Covid – ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura della Lombardia – è necessario introdurre tecnologie che facilitino la vendita diretta».

Proprio la tecnologia, in particolare l’e-commerce, aiuta le aziende a raggiungere i cittadini con più facilità. Secondo lo scenario presentato dall’Osservatorio eCommerce B2c di PoliMi, tra i comparti emergenti che registrano i migliori risultati si colloca proprio il Food&Grocery, che genera 2,7 miliardi di euro (+70% rispetto al 2019).

Non solo frutta

E così anche Enoitalia, prima azienda vinicola privata in Italia per numero di bottiglie prodotte e fra le maggiori dieci del settore vitivinicolo per fatturato (199milioni di euro nel 2019, +12% a volume rispetto al 2018), ha lanciato il suo e-commerce con enowinery.it. «Sicuramente il lockdown e l’incremento della penetrazione del canale digitale di vendita – afferma il presidente Giorgio Pizzolo – confermano che il cambiamento nelle modalità di acquisto da parte dei consumatori italiani è sempre più strutturale. Soprattutto nel mondo del vino dove gli operatori sono sempre più sovrapposti e uguali tra di loro per tipologia di offerta, logiche di comunicazione, prezzi e vini».

Addio grandi brand

I modelli di acquisto online, infatti, stanno cambiando e privilegiano le realtà più vicine al proprio territorio d’appartenenza. Una ricerca condotta da Sendcloud e Nielsen evidenzia come il 44% degli italiani ha preferito e acquistato di più dai canali online locali e nazionali durante la pandemia, in alternativa ai grandi brand internazionali dell’e-commerce. Una scelta ricaduta soprattutto nei confronti di quei comparti che stanno maggiormente emergendo in rete come food&grocery, arredamento e abbigliamento per i quali si prevede probabilmente la crescita di fatturato online più importante nei prossimi anni.

Per far conoscere a più consumatori il proprio percorso sostenibile Molino Pivetti, realtà di Renazzo (Fe) creatrice della della prima filiera sostenibile 100% emiliana del grano tenero, ha anch’essa inaugurato l’e-commerce a luglio 2020. «Pivettihub.it – spiega Gianluca Pivetti – non sarà solo il dominio dedicato all’e-commerce, ma anche un vero e proprio contenitore di servizi per il cliente che trova spunti, indicazioni e professionalità. Più che fatturato in questo momento è un canale in più che ci permette di raggiungere una platea più vasta di consumatori e di essere loro vicini in qualsiasi momento. Oggi il canale registra una decina di ordini al giorno e il target si divide tra consumatore finale che acquista sacchetti da 750 gr/ 1 kg e professionista che acquista sacchi da 5 kg».

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