turismo

Sempre più intolleranti ma viaggiare ci rende aperti verso le differenze

di Alessia Maccaferri


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3' di lettura

Il mondo sta diventando sempre più intollerante, ma il viaggio potrebbe essere la giusta chiave per il cambiamento. Lo confermano i dati dello studio The Value of Traveling di momondo.it, piattaforma digitale per la ricerca di voli e hotel, secondo cui nel 2019 il 49% della popolazione mondiale ritiene che il livello di tolleranza verso il diverso sia diminuito notevolmente negli ultimi cinque anni. Ma esiste una via d’uscita: il viaggio. Il 70% delle persone nel mondo afferma che il viaggiare li ha resi molto più tolleranti e positivi verso le altre culture e il 68% che il viaggio li ha aperti ad accogliere differenze e diversità.

The Value of Traveling di Momondo, giunto alla sua seconda edizione (la prima nel 2016), ha coinvolto un campione di 7.300 individui in 18 Paesi nel mondo - compresa l’Italia - con l’obiettivo di dimostrare che esiste una stretta correlazione tra viaggiare e lo sviluppo di una maggiore fiducia nei confronti delle persone di culture, religioni e Paesi diversi, mettendo in evidenza il ruolo del viaggio come strumento per abbattere ogni forma di barriera tra i popoli del mondo.

Il test del Dna
Momondo - realtà internazionale fondata nel 2006 con sede a Copenhagen e gestita da Kayak, società indipendente di Booking Holdings Inc - lanciò un paio di anni fa un video molto condiviso sui social (visto 500 milioni di volte) intitolato Dna Journey. Il concorso metteva in palio decina di test del dna per celebrare la diversità racchiusa in ciascun individuo e allo stesso tempo scoprire le origini comuni dell’umanità.
“L'obiettivo di momondo è quello di incoraggiare le persone ad essere curiose e aprirsi al mondo che le circonda, usando il viaggio come strumento per conoscere. Da anni siamo impegnati in iniziative e progetti a sostegno delle diversità, perché crediamo fermamente che le nostre differenze possano essere un punto di forza, per creare solidarietà e ispirare il mondo” ha detto oggi alla presentazione dell’indagine Cristina Oliosi, spokesperson per momondo.it.

Il contributo dei millennial
Il 59% delle persone intervistate dichara di essere diffidente verso gli altri (erano il 57% nel 2016) ma allo stesso tempo il 56% crede nel valore dei singoli per cambiare il trend e rendere la società più aperta. Dallo studio emerge chiaramente il forte valore attribuito dalle persone alla responsabilità dei singoli individui verso la società e il mondo e il potere del contributo che ognuno può mettere in campo innescare cambiamento. Infatti, per oltre due terzi della popolazione mondiale (69%) le persone hanno un ruolo chiave nel rendere il mondo più unito e, contestualmente, le singole persone hanno una forte responsabilità nell'alzare il livello di tolleranza e rispetto verso gli altri (56%).
“Sono soprattutto i millennial e la generazione Z a essere disaffiliate. Credono nel valore delle persone e nel loro impegno individuale per cambiare il mondo ma non hanno fiducia verso le istituzioni in generale” ha spiegato Elisabetta Ruspini, professoressa associata di Sociologia all’Università di Milano-Bicocca. “Inoltre i millennial, che ricordiamo per definizione sono connected, confident, open to change, sono viaggiatori che prediligono il turismo esperienziale e il contatto diretto con le comunità locali. Sono in bilico tra globale e locale”.

Quanto si viaggia?
Un trend che continua anche ai giorni nostri. Infatti, sebbene molte persone non abbiano la possibilità di viaggiare o farlo in maniera assidua, secondo l'indagine di momondo è forte la voglia di scoprire gli altri Paesi: generalmente, infatti, quasi la metà (46%) della popolazione mondiale effettua uno o due viaggi all'estero in un anno; quasi un quinto (20%) si sposta oltre confine più di tre volte nei dodici mesi e solo il 33% (1 su 3) non viaggia al di fuori del proprio Paese.
Tra coloro che viaggiano più di tre volte all'anno, la metà dichiara di aver acquisito più fiducia nel prossimo proprio grazie ai viaggi, mentre tra coloro che non si muovono al di fuori del proprio paese, 1 su 4 ha difficoltà a fidarsi di chi non conosce. Infine, il 59% dei rispondenti sostiene che se le persone viaggiassero di più ci sarebbero meno pregiudizi nel mondo.

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