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Sempre più stranieri: boom di cinesi, ma con il mordi e fuggi perdiamo 3 miliardi l'anno

di Marzio Bartoloni

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(ANSA)


3' di lettura

L'Italia continua a conquistare nuovi turisti: l'anno scorso hanno raggiunto la quota record di 56 milioni, praticamente ne ospitiamo uno per ogni italiano. Scelgono le mete tradizionali, ma cominciano a scoprire anche borghi e altre località. Con i cinesi che superano gli inglesi per arrivi (3,7 milioni) al quarto posto dopo tedeschi, americani e francesi. Un settore quindi che non conosce crisi, come dimostrano gli ultimi numeri diffusi dal report realizzato da Confturismo-Confcommercio e presentato al forum dell'associazione a Cernobbio. Che però fanno emergere anche una spina: purtroppo attiriamo soprattutto i turisti mordi e fuggi e attenti al portafogli. Un trend non positivo che a conti fatti secondo il report ci ha fatto perdere, dal 2001 al 2016, 45 miliardi di euro di possibili entrate in più, 3 miliardi di euro l'anno.

I numeri in crescita
Crescono, come detto, sempre di più i turisti stranieri in Italia (quasi 56 milioni nel 2016, +1% in confronto al 2015; +55% di arrivi e circa + 35% di presenze tra il 2001 e il 2016), ma rispetto al passato soggiornano meno (da 4,1 giorni del 2001 a 3,6 giorni nel 2016) e spendono meno (661 euro nel 2016 contro i 1.034 nel 2001, pari a -36%) anche se nel confronto 2015-2016 la permanenza media è in lieve risalita (solo due ore in più che valgono 600 milioni di entrate aggiuntive). La scelta di soggiorni più brevi ci fa pagare un conto salata. Il “turismo mancato“ tra il 2001 e il 2016 ci ha fatto perdere 45 miliardi di euro, pari a tre miliardi all'anno. Negli ultimi due anni il 64% di arrivi stranieri in più proviene da paesi extra-europei (+1,5 milioni di cinesi nel biennio 2015-2016); boom di turisti internazionali nelle città d'arte (+31,5% di arrivi e + 22,1% di presenze nel periodo 2009-2015), nelle località collinari (+42,4% di arrivi e + 26,2 di presenze tra il 2009 e il 2015) e nelle città minori di interesse storico e artistico (+40,7% di arrivi e + 26,7% di presenze tra 2009-2015) che confermano arte e cultura come tratti distintivi dell'offerta turistica italiana.

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Come attrarre il turismo di qualità
«La buona notizia è che gli stranieri stanno scoprendo l'Italia minore, prendendo d'assalto le località e i borghi con un grande patrimonio che tra il 2009 e il 2015 hanno registrato una crescita di oltre il 40% di arrivi stranieri», avverte Luca Patanè presidente di Confturismo Confcommercio. Che sottolinea anche la cattiva notizia: «Nonostante l'aumento dei turisti e degli arrivi dall'estero, si soggiorna e si spende sempre meno», per questo il piano strategico di sviluppo del turismo approvato dal consiglio dei ministri lo scorso febbraio «può far da volano, ma bisogna attuarlo il più in fretta possibile». Il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini intervenuto al Forum di Cernobbio conferma: «Dobbiamo governare questa stagione di crescita enorme, ma bisogna puntare non al turismo mordi e fuggi, bensì a quello di qualità che cerca l'eccellenza nell'arte, nella moda nel cibo che porta ricchezza». Tra le priorità il ministro sottolinea la necessità di garantire le infrastrutture per assicurare la mobilità dei turisti e la promozione mirata su cui Franceschini fa degli esempi: «Stiamo lavorando a località meno attrattive come Reggio Calabria che con i suoi bronzi di Riace deve poter attirare molti più turisti, stanno andando bene anche gli incentivi per i film italiani e internazionali che promuovono l'immagine dell'Italia, e in questo senso pellicole come Ben Hur o 007 hanno fatto solo bene all'immagine di Roma».

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