Le pagelle fiscali per le partite Iva

l’impatto

Sempre segnalate le incongruenze di compilazione

di Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi


3' di lettura

IL QUESITO

Quali sono le differenze tra gli indicatori elementari di anomalia e quelli di affidabilità? Quali situazioni possono determinare il mancato rispetto?

Gli indicatori di anomalia insieme con gli indici elementari di affidabilità contribuiscono alla determinazione della pagella fiscale del contribuente. A differenza degli indici di affidabilità quelli di anomalia sono presenti solo nell’ipotesi in cui il sistema rilevi l’incongruenza. In caso contrario il voto finale potrebbe essere il frutto della media dei soli indicatori elementari di affidabilità. Gli indicatori di anomalia segnalano:

presenza di profili contabili e/o gestionali atipici rispetto al settore e/o al modello organizzativo di riferimento;

incongruenze riconducibili ad ingiustificati disallineamenti tra le informazioni dichiarate nei modelli di rilevazione dei dati per l’applicazione degli Isa;

il disallineamento fra quanto dichiarato nel modello Isa e le informazioni presenti nei modelli dichiarativi e/o in altre banche dati, con riferimento a diverse annualità d’imposta.

Alcuni indicatori elementari di anomalia sono stati costruiti tenendo conto delle metodologie utilizzate per l’invio delle comunicazioni di anomalia da studi di settore e dei criteri impiegati per individuare i filtri nelle diverse fasi di realizzazione dell’Isa. Trattandosi di indicatori riferibili unicamente ad anomalie, il relativo punteggio di affidabilità fiscale viene misurato alternativamente:

in scala da 1 a 5 per alcuni indici (ad esempio oneri finanziari, incidenza costi residuali di gestione eccetera);

con il valore 1 in presenza di una grave anomalia (ad esempio costo del venduto negativo, copertura delle spese per dipendente).

Per gli indici con valore fra 1 e 5 l’indicatore è applicato quando il relativo punteggio è non superiore a 5; l’indice scompare al superamento di questa soglia poiché il sistema, oltrepassato il voto 5 non considera più rilevante l’incongruenza.

Inoltre il valore di adeguamento che il software evidenzia di fianco al singolo indicatore, permette di superare l’anomalia nel caso in cui l’indice assuma valore pari a 1. Nell’ipotesi in cui l’indice determini punteggi fra 1 e 5, il valore di adeguamento proposto dal software permette di massimizzare l’indicatore, ossia di portarlo al valore più alto (pari a 5). Per superare definitivamente l’indicatore e “spazzare” l’anomalia sarà necessario un adeguamento anche solo leggermente superiore al valore proposto di modo che l’indicatore superi il 5 e scompaia.

A questo gruppo appartengono gli indicatori elementari suddivisi nelle successive sezioni:

gestione caratteristica;

gestione dei beni strumentali;

redditività;

gestione extra-caratteristica;

attività non inerenti.

Ogni sezione annovera la presenza al suo interno di più indicatori. Il gruppo più nutrito di indici lo ritroviamo all’interno della gestione caratteristica. In essa vi sono principalmente gli indicatori tipici dell’analisi dei costi che stanno nella «parte alta» del conto economico ossia: rimanenze, costo del venduto e per la produzione di servizi, costo del personale. Ma non mancano anche altri indici particolari volti a misurare aspetti «meno caratteristici», quali ad esempio l’incidenza dei costi residuali di gestione e l’assenza del numero degli associati in partecipazione in presenza dei relativi utili.

Nella gestione dei beni strumentali sono ricompresi questi tre indici:

incidenza degli ammortamenti;

incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria;

assenza del valore dei beni strumentali.

Il loro effetto è di misurare la congruità degli ammortamenti rilevati rispetto al valore dei beni strumentali, nonché la plausibilità del costo dei canoni leasing recuperati in conto economico in relazione al valore degli stessi. Gli indici di redditività sono tre e scattano in presenza di valori negativi: reddito operativo negativo, reddito ordinario negativo e reddito negativo per più di un triennio.

Tuttavia l’indicatore «Reddito operativo negativo» scatta solo se contemporaneamente il margine operativo lordo è positivo e il reddito operativo negativo. Gli indicatori della gestione extra caratteristica sono: incidenza degli accantonamenti e incidenza degli oneri finanziari netti e misurano la congruità del reddito operativo in funzione di alcune variabili di costo (oneri finanziari e accantonamenti). Infine per gli indicatori appartenenti alla famiglia delle «attività non inerenti» gli indici di questa tipologia rappresentano situazioni in cui il contribuente svolge in prevalenza attività economiche non rientranti nell’Isa di riferimento.

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