STATI UNITI

Senato approva nella notte piano record da 2.000 miliardi di soccorso economico

Superate le ultime resistenze repubblicane a nuovi sussidi di disoccupazione. La Camera verso un voto finale venerdì

di Marco Valsania

Coronavirus, Usa: accordo al Senato per piano da 2.000 miliardi

Superate le ultime resistenze repubblicane a nuovi sussidi di disoccupazione. La Camera verso un voto finale venerdì


3' di lettura

Il Senato americano ha approvato nella notte il piano record di soccorso economico in risposta alla pandemia da coronavirus. Duemila miliardi di dollari, senza precedenti nella storia moderna degli Stati Uniti, in aiuti alle famiglie e alle aziende, sotto forma di assegni di sostegno al reddito, di rafforzati sussidi di disoccupazione, di prestiti e salvataggi per imprese grandi e piccole e settori in affanno, di fondi per ospedali e sistema sanitario. Il voto è arrivato dopo negoziati in extremis per superare le ultime resistenze che minacciavano di far deragliare lo sforzo d’emergenza.

Il piano, un compromesso tra i leader repubblicani e democratici e la Casa Bianca, si era arenato all’ultima ora su obiezioni di quattro senatori repubblicani, tra i quali Lindsey Graham della South Carolina, che ritenevano i sussidi per i disoccupati troppo generosi. Prevedono un incremento di 600 dollari alla settimana per quattro mesi, che si sommano a benefit che a seconda degli Stati variano da 200 a 500 dollari. I dissidenti hanno accusato l’aumento di essere un disincentivo al lavoro, perché superiore a quanto fasce meno abbienti guadagnano abitualmente in alcuni Stati. I sussidi, come parte dell’intesa, verranno anche estesi di 13 settimane. E vi avranno diritto anche lavoratori della gig economy.

La rivolta della pattuglia conservatrice aveva provocato la minaccia opposta da parte di esponenti della sinistra democratica, con il senatore e candidato alla nomination alla Casa Bianca Bernie Sanders che aveva promesso di bloccare la legge obiettando a uno speciale fondo da 500 miliardi per soccorsi alle grandi imprese se i repubblicani non ritiravano le loro critiche ai sussidi per chi perde limpiego.

Verso la mezzanotte americana l’impasse è stata superata e il Senato ha approvato il maxi-pacchetto, pari a oltre il 9% del Pil americano e oltre il doppio del piano di ricostruzione adottato dopo la grande crisi finanziaria del 2008. Tocca ora alla Camera considerare e passare la legislazione che il Presidente Donald Trump ha promesso di firmare subito. Un voto positivo della Camera è atteso per venerdì 27 marzo.

Il piano, nella sua versione finale, prevede l'invio di assegni agli americani, con gli individui che riceveranno fino a 1.200 dollari a scalare sopra redditi di 75.000 dollari l’anno, fino a svanire a 99.000. Gli ospedali riceveranno oltre cento miliardi di dollari. Un fondo speciale del Tesoro da 500 miliardi garantirà prestiti elargiti attraverso la Federal Reserve a comparti e aziende sotto pressione. Altri 350 milioni andranno a piccole aziende. Alcuni settori riceveranno aiuti particolari: le compagnie aeree 50 miliardi, metà in prestiti, con il governo che potrà in cambio rilevare quote nel capitale. Settori strategici per la sicurezza nazionale ottengono 17 miliardi.

Gli aiuti hanno condizioni
In generale le imprese che li ricevono non potranno effettuare buyback azionari, o pagare dividendi finchè non avranno restituito i prestiti. Il fondo speciale del Tesoro e della Fed sarà supervisionato da un ispettore generale e da un comitato del Congresso. Imprese controllate con significative partecipazioni del 20% da parte di Trump, di funzionari della Casa Bianca e di esponenti del Parlamento non potranno ricevere soccorsi.

Ma le polemiche non mancano
Alcuni critici affermano che non basterà, soprattutto per la parte di investimenti nella sanità e per le famiglie. Altri sottolineano che varie lobby hanno ottenuto favori discutibili, la ristorazione e l’ospitalità, ad esempio, sgravi fiscali federali che potrebbero beneficiare anche l’azienda di Trump.

Per approfondire:
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