NUOVE MAGGIORANZE

Senato, ecco chi può superare il «numero magico» di quota 161

La nuova (fragile) maggioranza a trazione M5s-Pd potrebbe contare sulla carta fino a 173-175 senatori. Oggi primo test al Senato sul calendario. I timori per le assenze dei “vacanzieri”

di Mariolina Sesto


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2' di lettura

Il detonatore della crisi aperta da Matteo Salvini l’8 agosto ha determinato un big bang in Parlamento. Big bang dal quale, stanno emergendo nuovi equilibri fra i partiti, seppure ancora fragilissimi e dal futuro incerto. In sintesi, dalla crisi potrebbe uscire (ma il condizionale è d’obbligo) una nuova maggioranza a trazione M5s-Pd e una minoranza formata da Lega, Forza Italia e Fdi. Il blocco “capeggiato” da Pd e M5s potrebbe contare sulla carta al Senato su 173-175 voti, più che sufficienti a superare quota 161, la maggioranza assoluta.

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Chi raggiunge quota 161
A Palazzo Madama, la Camera dove è più difficile mettere insieme una maggioranza, il Movimento Cinque stelle può contare su 107 senatori e il Pd su 51 eletti. Ci sono poi gli esponenti di Leu e delle Autonomie: in tutto altri 15 voti. Questo fronte, che è al momento contrario alle elezioni subito, mette insieme ben 173 voti, cui si potrebbero aggiungere altri esponenti del gruppo Misto arrivando così a 175. Il tutto senza contare che, secondo rumors del Transatlantico, almeno 10 senatori di Forza Italia sarebbero pronti ad aggiungersi facendo così ingrossare le file di questo blocco. Difficile e del tutto prematuro poter dire se un blocco politico così composito possa trasformarsi in una maggioranza. Intanto un primo test (superato) è stato quello del voto in Aula sul calendario. Il blocco a trazione M5s-Pd ha ottenuto la maggioranza con cui ha rimandato al 20 agosto le dichiarazioni di Conte sulla crisi bocciando il tentativo di Salvini di anticipare la mozione di sfiducia.

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Il ritorno del centrodestra
Il redivivo centrodestra che si compone di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ha a disposizione 139 senatori. La Lega ha infatti un plotone di 58 eletti, 61 sono i voti di Forza Italia e 18 quelli degli uomini di Giorgia Meloni. A questi si aggiungeranno i due esponenti del Maie (gli eletti all’estero). Questo blocco che, se non si andasse alle urne, potrebbe costituire la nuova minoranza, oggi si batterà per anticipare la mozione di sfiducia al governo a domani. Non potrà contare sul voto di Elisabetta Alberti Casellati che, in quanto presidente, dell’Aula, per prassi non vota. Dai numeri del voto di oggi emergerà con chiarezza , quanto meno, quanto forte è tra i senatori la voglia di continuare la legislatura con nuovi equilibri parlamentari o, al contrario, di staccare la spina ed andare alle elezioni quanto prima.

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