governo: consultazioni al quirinale dal 4 aprile

Senato, eletti i vicepresidenti: Calderoli, Rossomando, La Russa,Taverna

di Redazione Roma


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(Ansa)

2' di lettura

L'Aula di Palazzo Madama ha eletto i suoi 4 vicepresidenti: Roberto Calderoli della Lega con 164 voti e Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia con 119 voti, Paola Taverna del M5S con 105 e Anna Rossomando del Pd con 63 preferenze. Intanto, sul fronte dellla trattativa per il governo, il Quirinale fa sapere che le consultazioni del presidente Sergio Mattarella inizieranno mercoledì 4 aprile. Il calendario è ancora in definizione ma è prevedibile che impegneranno tutto
il resto della settimana.

Per il Pd nessun questore né segretario d'Aula
I senatori hanno eletto anche i tre Questori: Antonio De Poli, per FI, il più votato con 165 preferenze; Paolo Arrigoni, per la Lega, con 130; Laura Bottici in quota M5S con 115. Al Pd non è toccato nessun Questore perché il candidato Gianni Pittella ha ottenuto solo 59 voti. Lucio Malan (FI) ha incassato 3 preferenze, Bergonzoni 1, Calderoli 1, Fedeli 1. Schede bianche 2. Una sola nulla. Bottici e De Poli avevano ricoperto il ruolo di Questore anche nella precedente legislatura. Come segretari d'aula sono stati eletti Paolo Tosato (Lega), Francesco Giro (FI), Tiziana Nisini (Lega), Vincenzo Carbone (FI), Michela Montevecchi (M5S), Sergio Puglia (M5S), Giuseppe Pisani (M5S), Gianluca Castaldi (M5S). Nessun segretario d'Aula per il Pd.

Governo, botta e risposta Salvini-Di Maio sui numeri
«Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!». Il leader M5S replica così, su Twitter, al segretario della Lega che, aveva evidenziato la difficoltà del Movimento di «trovare 90 voti» in Parlamento necessari per ottenere la fiducia a un Governo a guida 5 Stelle. «Trovarne 50 è meglio di 90», aveva aggiunto Salvini riferendosi alla 'numeri' necessari alla coalizione di centrodestra per cogliere lo stesso obiettivo.

Dal governo di scopo alle larghe intese le opzioni per il nuovo esecutivo

Delrio: voti Pd non sono a disposizione
Nel botta e risposta tra Salvini e Di Maio si inserisce il capogruppo Pd, Graziano Del Rio, che, interpellato sulle dichiarazioni dei leader di Cinquestelle e Lega, ha risposto: «I voti del Pd non sono a disposizione. Decidiamo noi». E su Twitter il presidente dem, Matteo Orfini, rincara la dose. «Ragazzi, scusate se interrompo il vostro affettuoso corteggiamento...ma coi voti del Pd non farete alcun governo perché i nostri parlamentari staranno all'opposizione. Buon proseguimento», scrive Orfini rispondendo a Di Maio che invita provocatoriamente Salvini a fare il governo col Pd.

Salvini: Lega va da sola al Colle
Intanto il leader della Lega conferma che che il centrodestra andrà alle consultazioni con delegazioni distinte: «Io al Colle vado da solo. Così ha scelto il centrodestra, per la prima volta va bene così...poi vediamo...», ha detto parlando al Senato. «Al primo giro di consultazioni -ha aggiunto - è giusto che ognuno esprima le proprie sensibilità e va bene così».

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