ira di maio

Senatore Grassi lascia M5s e passa a gruppo Lega

«Porte aperte - ha detto il leader del Carroccio Matteo Salvini - per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd». Di Maio fuorioso: «Dicano quanto costa al kg un senatore» per il Carroccio. Grassi era stato uno dei 4 senatori M5s a votare mercoledì contro la risoluzione di maggioranza sul Mes

di Andrea Gagliardi


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(ANSA)

2' di lettura

Era stato uno dei quattro senatori M5s (insieme a Stefano Lucidi, Francesco Urraro e Gianluigi Paragone) che mercoledì si è schierato in dissenso dal gruppo annunciando il voto contrario alla risoluzione di maggioranza sul Mes. Oggi il senatore Cinque Stelle Ugo Grassi
ha formalizzato l’addio al Movimento aderendo al gruppo della Lega. Con tanto di benvenuto di Matteo Salvini: «Porte aperte - ha detto il leader del Carroccio - per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene».

Di Maio: chi passa a Lega dica quanto costa al Kg
Il leader M5s Luigi Di Maio non ha nascosto la sua rabbia. «Se ci sono senatori come Grassi, che è appena passato alla Lega, evitino di utilizzare una cosa non vera come il Mes: consegnino una bella lettera al presidente del Senato e dicano semplicemente che vogliono cambiare casacca e
tradire il mandato che i cittadini gli hanno dato. Non c'è nulla di male. Ma vadano a casa, dicano quanto costa al kg un senatore per la Lega. Perché il mercato delle vacche a cui stiamo assistendo è la solita dinamica dei
voltagabbana degli ultimi 20 o 30 anni e che noi, come M5S, abbiamo sempre combattuto».

Grassi: voto in dissenso, non mi riconosco in M5s
«Annuncio il mio voto in dissenso e constato di non riconoscermi più nelle politiche del mio Movimento». Così Grassi intervenendo mercoledì sera in Aula sulla risoluzione di maggioranza sul Mes. Per Grassi, «si tratta di un testo riformato del quale non abbiamo avuto tempestiva contezza, non in quanto singoli partiti ma non è stato informato per tempo il Parlamento, dandogli modo di intervenire». Questa la conclusione: «Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo».

«Lascio il M5s, vertici decidono in solitaria»
Grassi ha scritto poi una lettera in cui ha chiarito la sua decisione di lasciare il M5s e aderire alla Lega: «Il punto è che il mio dissenso non nasce da un mio cambiamento di opinioni - si legge in un passaggio della
lettera diffusa dallo staff della Lega - bensì dalla determinazione dei vertici del Movimento di guidare il Paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine. Gli effetti di questo modo di procedere sono così gravi ed evidenti (a chi vuol vedere), da non dover neppure essere esposti. Basti
l'esempio della gestione dell'ex Ilva per dar conto dell'assenza
di una programmazione nella gestione delle crisi».

Le tappe di avvicinamento alla Lega
Il senatore ha parlato inoltre dei mesi del governo Conte 1, quando ha avuto «modo di comprendere che molti dei miei obiettivi politici erano condivisi dal partito partner di governo». E ancora: «Oggi, forte di una reciproca stima costruita nei mesi appena trascorsi, la Lega mi offre, a fronte di un evidente fallimento della mia iniziale esperienza, una seconda opportunità per raggiungere quegli obiettivi».

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