Pelle di seta

Sensai, cultura e hi-tech dal Giappone

Il marchio, che valorizza le proprietà della fibra ed è stato lanciato 40 anni fa in Europa, è pronto a conquistare il suo Paese d'origine

di Ch.B.


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Bachi speciali. La fibra di seta usata nei cosmetici Sensai è la pregiata “Koishimaru”, prodotta da bachi molto più piccoli di quelli comuni

2' di lettura

«kinuhada»: è così che in Giappone si definisce la pelle liscia come seta. Non solo un modo di dire per Sensai, marchio di Kanebo Cosmetics, a sua volta parte di Kao Group, gigante del settore da 1.500 miliardi di yen, pari a 12,4 miliardi di euro, di fatturato nel 2018: Sensai, infatti (termine che significa “delicato”) ha fatto delle fibre di seta l’ingrediente principale, e il più efficace e prezioso, dei suoi prodotti. Negli anni 30 fu proprio osservando le mani delle filatrici di seta, lisce e luminose nonostante restassero immerse per lunghe ore nell’acqua, a suggerire al proprietario di Kanebo, allora filatura tessile di Tokyo, di usare la fibra per farne prodotti di bellezza. Nel 1936 arrivò dunque il primo “savon de soie” e visto il suo successo l’azienda puntò sempre di più sul segmento, per lanciare Sensai nel 1979: non in Giappone, curiosamente, ma partendo da Londra, con un corner da Harrods.

Nel 2019, dunque, è stato celebrato il 40esimo anniversario del marchio, e il 20esimo in Italia: anche nel nostro Paese Sensai ha portato comestici, make up e fragranze, con le ultime novità della linea Micro Mousse, composta da tre prodotti, e la Absolute Silk.

Non è una seta qualsiasi quella usata da Sensai, ma la Koishimaru, prodotta da bachi molto più piccoli dei comuni , dunque più pregiata e per questo un tempo riservata alla famiglia imperiale giapponese. La ricerca tecnologica di Sensai ha evidenziato le proprietà di questa peculiare fibra, capace di stimolare naturalmente la produzione di acido ialuronico e di mantenere costante il livello di idratazione della pelle. Una preziosità che passa anche da un’altra caratteristica del brand, la filosofa del “Saho”, termine che deriva dalla tradizionale cerimonia del tè e che definisce un rituale di trattamento basato su doppia pulizia, doppia idratazione e doppia applicazione.

La prossima sfida per Sensai è raggiungere un posizionamento ancora più alto (oggi il prezzo più elevato, 540 euro circa, appartiene al siero concentrato della linea Ultimate), come previsto dalla nuova strategia di sviluppo di Kao Group, che lo ha posto al vertice della piramide dei G11, i suoi 11 “global brands”. E per farlo si ripartirà proprio dal Giappone, dove Sensai non è stato distribuito fino allo scorso settembre: a dicembre proprio dal suo Paese d’origine Sensai lancerà il suo nuovo kit per la night care, Biomimesis Veil, che spruzza letteralmente sulla pelle una finissima tela di fibra di seta. Un lancio che arriverà da inizio 2020 anche in Europa , partendo da Harrods a Londra e Le Bon Marché a Parigi. E sempre il prossimo anno per il marchio inizierà anche la conquista del ricco mercato beauty cinese.

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