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Sentenza «Benvenuti al Sud»: licenziabile il postino che s’intrattiene a pranzo

La Suprema Corte respinge il ricorso di un portalettere ciociaro licenziato da Poste Italiane per essersi intrattenuto in due occasioni al ristorante ben oltre l’orario di pausa, alla faccia del lavoro da portare a termine. Come il personaggio interpretato da Alessandro Siani nel celebre film del 2010

di Francesco Prisco


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Una scena di «Benvenuti al Sud»: il postino Siani che s’intrattiene a tavola con i destinatari della posta. Secondo la Cassazione rischierebbe il licenziamento

2' di lettura

Sarà anche vero che il postino suona sempre due volte, come già i nostri nonni appassionati di cinema sapevano bene, ma se s’intrattiene a pranzo più del dovuto rischia di perdere il posto di lavoro. Lo stabilisce la Cassazione che ha rigettato il ricorso di un portalettere ciociaro licenziato per giusta causa da Poste Italiane per essersi «intrattenuto in due occasioni assieme ad altri ben oltre l’orario di pranzo previsto, lasciando al contempo incustodita la posta assegnatagli e il mezzo in dotazione. Il tutto senza aver completato il suo lavoro per non aver consegnato due plichi».

La sentenza 21628 della Corte di Cassazione sezione Lavoro, depositata il 22 agosto 2019, censura lo stereotipo della «easy way of life» dei postini di provincia. Il portalettere in questione, nell’ottobre 2014, si è visto intimare da Poste Italiane Spa un licenziamento per giusta causa per quel pranzo al ristorante in compagnia di conoscenti durato più del dovuto e reiterato il giorno successivo. Una circostanza che, secondo il diretto interessato, era da punire con una sanzione, non certo con il licenziamento.

Da qui la scelta di adire le vie legali, ma sia il Tribunale di Cassino (sentenza del 5 aprile 2017) che la Corte d’Appello di Roma (2 novembre 2017) gli sentenziano contro. Verdetti confermati dalla Cassazione, secondo la quale «la Corte d’Appello, metodologicamente in modo corretto e conforme agli orientamenti più recenti di questa Corte, ha esplorato la gradazione delle infrazioni disciplinari», confrontandole con le «clausole generali di fronte legale rappresentate dalla giusta causa e dal giustificato motivo soggettivo». Tirando le somme: la condotta di chi «apertamente e dichiaratamente non si reca a lavoro» è omologabile «a quella di chi, pur risultando in servizio, si sottrae all’adempimento della prestazione».

Alla faccia di Alessandro Siani che in Benvenuti al Sud (2010), fortunatissimo film di Luca Miniero, interpretava un postino di Castellabate solito intrattenersi oltre misura con i destinatari della corrispondenza da lui recapitata. Per un caffè o, meglio ancora, un limoncello. La vicenda oggetto del contenzioso si svolge a più di 200 chilometri a Nord dai posti in cui è ambientato Benvenuti al Sud. Terre che comunque sanno di cinema e di commedia all’italiana, quanto è vero che diedero i natali al grande Nino Manfredi. Luoghi comuni? Non c’è dubbio. Se non fosse per il fatto che l’Italia è uno tra i pochi Paesi al mondo in cui i luoghi comuni non hanno bisogno di essere verosimili. Perché spesso e volentieri sono veri.

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