gli aspetti penali

Trasfusione, sentenza diversa con il concorso di cause

C’é equivalenza tra le cause preesistenti, simultanee e sopravvenute

di Guido Camera


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2' di lettura

Le conclusioni della Cassazione sul caso della morte della vittima di incidente che però ha rifiutato la trasfusione (si veda l’articolo sopra) sarebbero state diverse se il giudizio fosse stato penale invece che civile: nel penale, il concorso di cause incide in modo più ampio.

La responsabilità civile – premette la Corte – ruota intorno alla figura del danneggiato; le conseguenze risarcitorie di un evento sono tendenzialmente ascritte sempre per intero all’autore della condotta illecita, salvo concorrano altre condotte colpevoli; al centro della responsabilità penale c’è invece l’autore del reato e il nesso di causalità tra la sua condotta e l’evento può essere interrotto, o mitigato, da cause di ogni genere e natura.

Una riduzione del risarcimento può avvenire solo se la concausa di un incidente stradale è di natura colposa, perché altrimenti si finisce ad addossare alla vittima le conseguenze del danno subito. Un caso di responsabilità colpevole della vittima, spiega la sentenza, è quello della sua partecipazione a una gara illegale in velocità; legittima, al contrario, è la sua scelta di rifiutare per motivi religiosi un’emotrasfusione, anche se avrebbe aumentato le speranze di sopravvivenza all’incidente del 50-65 per cento. Secondo la Cassazione, ciascuno ha il pieno diritto di autodeterminarsi in tutte le sue scelte, anche sanitarie, perché la nostra attuale società «non prevede un dovere di curarsi».

In sede penale vige la regola generale dell’equivalenza delle cause: preesistenti, simultanee, sopravvenute, lecite o illecite che siano.

Il nesso di causalità viene meno solo se la causa sopravvenuta è da sola sufficiente a cagionare l’evento; se l’azione od omissione precedentemente commessa costituisce di per sé un reato, l’imputato viene punito per questo. La regola di giudizio è il ragionevole dubbio: ciò significa che più è alta la probabilità salvifica della trasfusione, minori sono le possibilità di condanna per omicidio stradale per l’imputato, che più correttamente dovrebbe rispondere solo delle lesioni riportate al momento del rifiuto del trattamento sanitario. Non è tutto: per omicidio stradale e lesioni stradali esiste una disciplina speciale per le concause: il comma 7 degli articoli 589 bis e 590 bis del Codice penale stabilisce che se l’evento – morte o lesioni - non è esclusiva conseguenza della condotta del colpevole, la pena deve essere diminuita fino alla metà. La concausa rilevante per la concessione della diminuente può essere di qualunque natura: dunque anche il legittimo rifiuto, da parte della vittima, di sottoporsi a trasfusione di sangue.

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