ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervista / Giorgio Lupoi

«Senza i privati il Piano di ripresa resterà lettera morta»

Il presidente dell’Oice: «Si stanno accumulando ritardi di mesi. Perciò, senza un rapido cambio di passo e di mentalità, con un reale coinvolgimento dei privati, larga parte del nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza resterà lettera morta. Chi si intende di opere pubbliche già stima che al 2026 sarà realizzato non più del 40/50% del Piano. E per l’Italia sarebbe già un risultato storico»

di Claudio Tucci

Meloni: «Su Pnrr nessuna chiusura preconcetta in Ue»

3' di lettura

«Senza competenze di project e program management il Pnrr è a rischio. Anzi posso già dirle che non sarà realizzato. Il tema è serio - avverte Giorgio Lupoi, ingegnere, e dallo scorso luglio in sella all’Oice, l'associazione di Confindustria che raggruppa le organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica -. La nostra Pa, dopo anni di investimenti al lumicino in infrastrutture, ha perso professionalità interne e oggi non ce la fa neppure a stare dietro all’ordinaria amministrazione. Figurarsi ora con il Pnrr: ogni giorno mi contattano comuni che hanno ricevuto i primi fondi (ad esempio, per le scuole) e non sanno gestire le procedure. Si stanno accumulando ritardi di mesi. Perciò, senza un rapido cambio di passo e di mentalità, con un reale coinvolgimento dei privati, larga parte del nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza resterà lettera morta. Chi si intende di opere pubbliche già stima che al 2026 sarà realizzato non più del 40/50% del Piano. E per l’Italia sarebbe già un risultato storico».

Presidente, ha citato i comuni. Sono chiamati a gestire circa 90 miliardi tra Pnrr e Fondo complementare, e sono già in allarme…

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Mi creda non poteva essere diversamente. Ma il Pnrr è talmente importante che auspico che il governo Meloni riesca a recuperare nella partita tutte le energie del Paese. Dobbiamo però parlarci chiaro. Nei mesi scorsi abbiamo letto di ministri che ritenevano di risolvere il problema assumendo mille esperti, in primis ingegneri. Purtroppo queste risorse rischiano di fare la fine dei navigator del reddito di cittadinanza.

E quindi cosa fare?

Certamente il governo Draghi ha avviato alcuni interventi per contenere i tempi autorizzativi (tutt’ora in progress). Ora però serve che la Pa ribalti il paradigma del suo agire: prenda atto della impossibilità ad assolvere a tutte le incombenze necessarie per mettere a terra gli interventi del Pnrr e si rivolga con fiducia a chi in Italia sa fare questo mestiere, che, appunto, ha necessità di competenze “multilivello e multi attore”, cioè alle società di ingegneria e di architettura che lo fanno da sempre in giro per il mondo. All’estero la figura del project manager è realtà comune fin dall’avvio del progetto. Queste figure, è stato calcolato, fanno risparmiare il 20-25% degli extra costi legati a una opera pubblica. Sento invece spesso che comuni ed altre amministrazioni pubbliche in affanno si rivolgono a Invitalia o Cdp che danno supporto alla Pa per la rendicontazione dei fondi europei. Il Pnrr però è un’altra cosa, ci sono tanti micro interventi. E ci sarà ben poco da rendicontare se le opere non vengono eseguite!

Pertanto , l’unica strada è l’alleanza pubblico-privato?

Esattamente. L’attività in cui eccellono le società d’ingegneria e di architettura è proprio il supporto di “project & costruction management” necessario al responsabile unico del procedimento per superare i mille ostacoli presenti nella fase di realizzazione di una opera pubblica, diventata un percorso ad ostacoli superabili solo con un approccio tecnico multidisciplinare che richiede capacità progettuale, immediata individuazione di soluzioni tecniche efficaci per portare a compimento il processo autorizzativo, abitudine a mettere sotto controllo i tempi e i costi, e così via. Oggi è anche più semplice coinvolgere i privati vista la possibilità di affidare direttamente fino a 139mila euro. Insomma, noi siamo pronti a fare la nostra parte. Non possiamo sprecare il Pnrr.

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