DEMOGRAFIA

Senza tetto, in 10 anni in Italia si sono quadruplicati: da 125mila a 500mila

I dati Istat sulle persone senza fissa dimora o che vivono nei campi attrezzati e negli insediamenti tollerati o spontanei: la crescita è esponenziale

di Carlo Marroni

(Ansa)

2' di lettura

Per la gran parte della popolazione nazionale sono “invisibili”. Eppure sono oltre mezzo milione. A tanto arriva la soglia delle persone che in Italia compongono le popolazioni elusive costituite da persone senza tetto, senza fissa dimora o che vivono nei campi attrezzati e negli insediamenti tollerati o spontanei. Il Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni 2021 dell'Istat si pone come obiettivo anche la rilevazione delle convivenze anagrafiche e delle cosiddette “popolazioni speciali”.

La rilevazione del Censimento Permanente della Popolazione 2021

«Esse - spiega in una nota l’Istat - rappresentano un universo variegato e di difficile intercettazione sul territorio nell’ambito della rilevazione censuaria che ha richiesto un importante cambio di paradigma metodologico». Con i censimenti della popolazione, per la prima volta nel 1991 e, in seguito, nel 2011, i senza fissa dimora e i senza tetto erano rilevati con tecnica “point in time”, ossia una rilevazione effettuata nel corso di una notte nei grandi comuni con l’obiettivo di individuarne il maggior numero possibile. Nel censimento di quest’anno si utilizzano invece come fonte i registri dai quali dedurre le informazioni anagrafiche su dette popolazioni, a completamento del conteggio e della definizione della struttura demografica della popolazione censita.

Loading...

Dieci anni fa erano 125mila

Al censimento del 2011 erano circa 125mila le persone rilevate in altro tipo di alloggio - cioè persone che vivevano nei campi attrezzati, nelle baracche, nei garage e nelle situazioni di fortuna, compresi circa 35 mila senza tetto - e si ipotizza che nell’arco di dieci anni questa parte della popolazione sia aumentata come conseguenza della crisi economica. Nel 2014, grazie a una convenzione tra Istat, ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora e Caritas Italiana, è stata realizzata in 158 comuni un’indagine sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema. Dall’indagine è emerso che, nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna 50mila 724 persone senza dimora, il 2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta presso i comuni considerati, un valore in aumento rispetto a tre anni prima, quando era il 2,31 per mille (47mila 648 persone).


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti