giustizia

Separazione delle carriere, raggiunte le 50mila firme

di Francesca Milano


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(Stefano Scarpiello)

2' di lettura

In soli due mesi il disegno di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere in magistratura promosso dall’Unione delle camere penali ha ottenuto le 50mile firme necessarie.

Articolata in dieci articoli, la proposta prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri per «rendere il processo penale più equo perché lo assegna ad un giudice terzo», come si legge nella relazione illustrativa. Nel documento redatto dall’Upci si spiega anche che «la terzietà non potrà che essere perseguita attraverso una separazione degli ambiti ordinamentali, organizzativi e disciplinari cui appartengono il giudice e l’accusato, perché solo attraverso tale separazione sarà preservata quella condizione essenziale che i pensatori dell’illuminismo, cultori della separazione dei poteri, chiamavano “inimicizia”, ovvero quel sentimento che fa sì che un potere controlli l’altro, e che il titolare di un potere, non essendo mosso da alcun sentimento di “amicizia” ordinamentale nei confronti di un altro soggetto, possa sempre diffidarne, verificandone i metodi, falsificandone i risultati, non condividendone mai né gli scopi, né le passioni».

Nel dettaglio, l a proposta di legge modifica gli articoli 104, 105, 106, 107, 110 e 112 della Costituzione, e aggiunge gli articoli 105 bis e 105 ter.
L’articolo 104 viene modificato con l’espressa previsione che l’ordine giudiziario è costituito dalla magistratura giudicante e dalla magistratura requirente, governate da un distinti Consigli Superiori. I pubblici ministeri continueranno, quindi, a essere magistrati e a godere delle garanzie di autonomia e indipendenza proprie dei magistrati, ma apparterranno a un ordine giudiziario distinto da quello dei giudici.
L’articolo 106 prevede che i magistrati giudicanti e requirenti siano nominati in base a concorsi separati. «Al fine di scongiurare che, da organi autonomi e indipendenti di governo della magistratura, i Consigli superiori della magistratura giudicate e requirenti operino quali organismi corporativi e autocratici, ne è mutata la composizione».

La modifica dell’articolo 104, che riguarda il consiglio superiore che disciplina il consiglio superiore della magistratura giudicante nel mantenere quali componenti di diritto il Presidente della Repubblica e il primo presidente della Corte di Cassazione, «dispone che gli altri componenti siano scelti per la metà tra i giudici ordinari e per l’altra metà dal Parlamento in seduta comune, tra i professori ordinari in materie giuridiche e gli avvocati con quindici anni di esercizio della professione».

L’articolo 105 bis prevede il Consiglio superiore della magistratura requirente, del quale sono componenti di diritto il presidente della Repubblica e il Procuratore generale della Corte di Cassazione. «La restante parte è delineata con le medesime proporzioni del Consiglio superiore della magistratura giudicante, salvo che la componente togata è scelta tra i pubblici ministeri ordinari. Ad entrambi gli organismi spettano le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le promozioni dei magistrati che da loro dipendono, nonché i provvedimenti disciplinari».
L’articolo 112, che regola l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, è modificato con la previsione che questa è esercitata nei casi e secondo i modi previsti dalla legge.

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