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Separazione, paghi i danni ai figli se li costringi a scegliere tra mamma e papà

Il Tribunale riconosce risarcimento di 10mila euro per violazione del diritto alla bigenitorialità alle figlie che il padre metteva contro la madre

di Marisa Marraffino

(© Stuart Pearce)

2' di lettura

Paga una multa e il risarcimento di 10mila euro di danni alle figlie minorenni il padre narcisista che le coinvolge nella separazione, costringendole a scegliere tra lui e la madre (quest’ultima difesa dall’avvocato Giorgio Vaccaro). Lo ha stabilito il Tribunale di Venezia con sentenza 2043 depositata il 2 novembre scorso che ha condannato l’uomo a pagare i danni da perdita di rapporto parentale a ciascuna delle figlie minorenni (5mila euro a testa), oltre a 3mila euro di multa per aver ostacolato il loro diritto alla bigenitorialità.

La causa di separazione

Tra i coniugi era in corso una causa di separazione altamente conflittuale, tanto che una prima consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice li aveva ritenuti entrambi inidonei perché autoreferenziali e chiusi nelle proprie posizioni. Ne era emerso un quadro sconfortante «di una condizione di persistente immobilità delle relazioni familiari», tanto che il Tribunale aveva disposto gli incontri protetti delle figlie presso i Servizi sociali incaricati. In quell’occasione l’uomo aveva tentato di sabotare gli appuntamenti con una serie di dispetti, recandosi agli incontri protetti col proprio cane, nonostante il divieto degli operatori, oppure aveva portato dei pennarelli alle bambine che poi avevano imbrattato i locali che il padre non aveva ripulito, nonostante le promesse fatte.

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Non si può scegliere tra mamma e papà

Le figlie, inoltre, erano state costrette a più riprese a dover scegliere tra l’uno e l’altro genitore e, secondo le relazioni degli esperti, mimavano alcuni atteggiamenti tipici dei due genitori, oltre a replicarne l’aggressività. In particolare il comportamento paterno era stato ritenuto dal consulente psichiatra narcisista e onnipotente a tal punto da doverlo allontanare dalle figlie, imponendo loro un ulteriore dispiacere.

Cosa prevede il Codice di procedura civile

L’articolo 709-ter del Codice di procedura civile prevede espressamente che, in caso di gravi inadempimenti o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore o ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, il giudice possa disporre il risarcimento del danno endofamiliare anche a favore dei figli, ma la norma trova applicazione soltanto nei casi più gravi in cui venga violato un diritto fondamentale di rango costituzionale, quale la dignità della persona.

Il precedente di Pavia

A essere sanzionate sono soprattutto le condotte dei genitori che coinvolgono i figli minorenni nei propri contrasti. A Pavia per esempio un padre era stato condannato a risarcire 500 euro di danni al figlio per averlo reso partecipe del conflitto con la madre; addirittura gli aveva fatto leggere le comunicazioni scambiate tra i legali e aveva criticato aspramente la madre in sua presenza (Tribunale di Pavia, sentenza del 14 dicembre 2017). A Roma, invece, una madre è stata condannata a pagare 30mila euro di danni al marito per averlo svalutato agli occhi del figlio, sminuendone il ruolo paterno (Tribunale di Roma, sentenza 18799 dell’11 ottobre 2016). Si tratta di comportamenti che nell’insieme minano il diritto alla bigenitorialità dei figli che deve essere salvaguardato anche ricorrendo agli strumenti risarcitori messi a disposizione dalla legge.

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