Il quesito del Lunedì

Separazione, se si litiga sugli animali il giudice può (ma non deve) decidere

È auspicabile un accordo: potrebbe essere ratificato in sede di separazione consensuale o negoziazione assistita. O anche solo una scrittura privata

di Silvia Giamminola

2' di lettura

Domanda. Io e mio marito intendiamo separarci. Non abbiamo avuto figli, ma abbiamo tre cani di razza, a cui siamo entrambi legati. Io vorrei tenerli con me e mio marito vorrebbe che stessero con lui. Al di là di questo, i tre animali necessitano di alimentazione e cure per importi non indifferenti. Il tribunale può decidere sia sul loro affidamento che sul loro mantenimento?
A.L. - Ancona

Risposta. Al momento non c'è una norma che disciplina le sorti degli animali domestici nel caso di separazione tra coniugi o conviventi, anche se esiste un disegno di legge in tal senso. La giurisprudenza, con decisioni concordi, ha ritenuto possibile definire in sede di separazione consensualele questioni riguardanti gli animali d'affezione. Il Tribunale di Como, a cui nel 2016 era stata chiesta l'omologa delle intese separative con cui i coniugi si accordavano, premettendo che il loro cane, per quanto iscritto all'anagrafe a nome di uno di loro, apparteneva a entrambi, ha valutato che la previsione sulla suddivisione delle spese di mantenimento avesse un indubbio contenuto economico, al pari delle altre spese familiari, e che la previsione sulla frequentazione avesse rilevanza non patrimoniale e non fosse comunque contraria a norme cogenti o di ordine pubblico. È possibile però richiamare una decisione innovativa del Tribunale di Sciacca (decreto del 19 febbraio 2019), che, in mancanza di accordi condivisi tra i coniugi, ha deciso le sorti del gatto della coppia, sul presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela: il giudice ha ritenuto possibile provvedere in merito all'affido dell'animale,al di là dell'intestazione risultante dal microchip. Allo stato, dunque, è possibile che il giudice competente decida in merito alle sorti dei cani della lettrice e del marito, ma non è certo che ciò avvenga, in quanto la scelta di prendere o meno decisioni di questo tipo è lasciata alla discrezionalità del tribunale. È quindi auspicabile un accordo, che potrebbe essere ratificato in sede di separazione consensuale o negoziazione assistita, o anche solo una scrittura privata tra i coniugi.

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Il quesito è tratto dall'inserto L’Esperto risponde in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 13 dicembre.

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