Cassazione

Separazione: gli utili non distribuiti della società pesano sull’assegno

Ininfluente la distinta soggettività giuridica rispetto alla persona fisica che detiene la quota dell’impresa, gli utili entrano nel reddito dell’ex marito

di Patrizia Maciocchi

(13683)

1' di lettura

Nell’assegno che l’ex marito deve alla moglie, pesano anche gli utili non distribuiti delle due società del quale è socio unico. Somme che compongono il suo reddito, senza che possa pesare, come pretendeva la difesa dell’uomo, la distinzione della persona giuridica da quella fisica. La Cassazione (Ordinanza 6103) respinge così il ricorso contro la decisione del Tribunale, adottata in sede di separazione, di stabilire, a carico dell’ex marito un assegno di 1000 euro mensili per la moglie e di 2000 euro per i figli. Una decisione presa mettendo sul piatto della bilancia la situazione finanziaria dell’ex coppia.

La ricercatrice e l’imprenditore

Lei con una casa sulla quale pagava un mutuo di 700 euro al mese e il suo reddito di ricercatrice universitaria pari a 1700 euro al mese. Lui con un reddito annuo di 137.605 euro derivante da due società italiane delle quali era socio, più gli utili non distribuiti di due società di capitali rumene di cui era socio unico. La conclusione è stata che la signora non era autosufficiente anche in riferimento al pregresso tenore di vita, elemento questa che nella separazione può essere ancora considerato. Senza successo la difesa dell’imprenditore contesta il criterio arbitrario utilizzato per quantificare l’assegno, tenendo conto anche di redditi di terzi come gli utili non distribuiti. Per la Suprema corte la scelta è corretta: l’ex marito come socio unico delle due compagini rumene doveva considerarsi percettore degli utili.

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