ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe sanzioni agli oligarchi russi

Sequestrata in Costa Smeralda la villa del magnate russo Oleg Deripaska

Villa Walkirie, considerata una delle più belle della Costa Smeralda, era al centro delle indagini delle Fiamme Gialle da quando sono scattati i provvedimenti contro gli oligarchi russi previsti dalle sanzioni disposte dalle istituzioni europee

di Davide Madeddu

Villa Walkirie (GettyImages)

2' di lettura

È l’ultimo tassello nel mosaico dei beni congelati ai magnati russi in Costa Smeralda e che vale 600 milioni di euro. Si tratta della  Villa Walkirie risultata riconducibile al magnate russo Oleg Deripaska e ufficialmente dichiarata “congelata”. 

L’operazione delle Fiamme Gialle

A chiudere il cerchio nella partita dei beni su cui sono stati posti i sigilli è stato il Comitato di sicurezza finanziaria, (articolazione del Ministero dell'Economia) attraverso le Fiamme Gialle del comando di Sassari. Il blocco è arrivato al termine di una lunga serie di indagini portate avanti dai militari di Olbia e Sassari, i quali hanno esaminato l’intero sistema proprietario della villa. Villa Walkirie, considerata una delle più belle della Costa Smeralda, era al centro delle indagini delle Fiamme Gialle da quando sono scattati i provvedimenti contro gli oligarchi russi previsti dalle sanzioni disposte dalle istituzioni europee. 

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L’ultimo bene congelato

L’attività di indagine portata avanti dai militari attraverso lo studio di società e beni è arrivata sino alla villa congelata proprio questi giorni. Si tratta dell’ultimo bene sigillato riconducibile ai russi  e bloccato in Italia. Nei mesi scorsi le Fiamme gialle avevano provveduto a sequestrato altri beni, riconducibili ad altri oligarchi, in diverse regioni d’Italia. Dalla Lombardia alla Liguria, per arrivare appunto alla Sardegna. 

Venti ville e 600 milioni

Villa Walkierie è il ventesimo complesso immobiliare, riconducibile ai russi e posti sotto sequestro. Dall’avvio delle sanzioni e dai provvedimenti di congelamento sono state bloccate strutture, natanti, trenta auto di lusso e società per 600 milioni di euro. 

Il magnate nel mirino

Oleg Deripaska, oltre che essere considerato uomo vicino al presidente russo, era conosciuto in Italia anche per il suo essere azionista di controllo della Rusal, l’azienda russa che a sua volta controlla l’Eurallumina di Portovesme. Questo sino al 2019 quando ha perso la possibilità di esercitare qualsiasi controllo. 

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La condanna del conflitto

Il sei aprile di quest’anno è arrivata la nota della Rusal con una esplicita condanna all’invasione Ucraina. «Ci auguriamo tutti una rapida fine di questo conflitto fratricida, che distrugge vite, famiglie e intere città - ha scritto, e si legge ancora nel sito di Rusal, Bernard Zonneveld,  presidente del Consiglio di Amministrazione -. E vogliamo che i responsabili di tali crimini siano adeguatamente puniti.  Chiediamo una rapida risoluzione pacifica di questo conflitto, per preservare vite umane inestimabili e tornare alla normalità».

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