Cassazione

Sequestrato per occupazione di suolo pubblico il furgone «stanziale» che diventa negozio

Per i giudici il veicolo, fermo da 5 anni nello stesso posto, aveva perso la sua caratteristica di mezzo destinato alla circolazione, ma era di fatto un punto vendita per ricambi auto

di Patrizia Maciocchi

(Adobe Stock)

1' di lettura

Via libera al sequestro per occupazione abusiva di suolo pubblico del furgone che, per ben 5 anni, staziona nello stesso posto, e viene adibito a punto vendita di ricambi e accessori per auto. Per la Corte di cassazione (sentenza 31949) il veicolo, a differenza di quanto affermato dal ricorrente, aveva perso la sua caratteristica di mezzo adibito alla circolazione, per trasformarsi, di fatti, in un negozio. I giudici respingono la tesi secondo la quale la violazione era solo amministrativa e non c’era reato.

Il permesso al commercio itinerante

Per La Suprema corte, invece, il reato previsto dall’articolo 633 del Codice penale che scatta con l’occupazione abusiva del suolo pubblico c’era ed era stato consumato per un apprezzabile lasso di tempo: dal 2016 al 2021 anno del sequestro. Ben 5 anni durante i quali l’autocarro delle Fiat era stato utilizzato come banco vendita on the road. Inutilmente il ricorrente fa presente ai giudici di essere in possesso di un’autorizzazione al commercio itinerante. Permesso inutile in un caso come quello esaminato nel quale il furgone era un bene fisso «stabilmente posto in uno stesso luogo della sede stradale da lunghissimo tempo».

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