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Serafino Consoli e l’arte italiana di fondere estro e tecnica

Brevetti e gioielli

di Giulia Crivelli

Da anello a bracciale e persino a collana

2' di lettura

«Creare significa dare forma a qualcosa che non esiste: con Serafino Consoli sarai tu l’attore protagonista di un gioiello, che prenderà forma su di te»: è un impegno importante, quello che il marchio guidato da Ivan Consoli prende con i clienti. Ma la maison ha le sue ragioni e in pochi anni è diventata famosa per la capacità di creare gioielli che si trasformano. Ivan Consoli ha ereditato il marchio fondato dal padre Serafino nel 1959, ma ha impresso la sua personalissima svolta.

Parliamo di un sistema meccanico, inventato dallo stesso Ivan, che permette di trasformare un anello in oro e pietre preziose, adattandolo di volta in volta a varie circonferenze. Idealmente, può passare dalla mano di una bambina a quella di una mamma di una nonna senza cambiarne l’estetica e senza usare molle e mollettine, come fanno altri marchi: l’idea di tramandare i gioielli di generazione in generazione viene del resto da lontano. Ma in questo caso c’è qualcosa di più, perché la tecnica inventata da Ivan Consoli consente di trasformare un anello in un bracciale, ad esempio, e per chi lo possiede è come avere due (o anche più) gioielli in uno.

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Ivan Consoli, che guida l’azienda insieme alla sorella Raffaella, ha brevettato il frutto delle sue ricerche (durate circa dieci anni) e le collezioni sono molto apprezzate anche all’estero; l’export della That’s Wow – questo il nome dell’azienda che possiede il marchio e che ha sede a Grumello del Monte (Bergamo) – vale circa il 90 per cento. Le collezioni principali sono due, Brevetto Collection e Serafino Collection e i gioielli sono interamente made in Italy, anzi made in Valenza, in uno dei distretti orafi italiani.

Nel 2021 il fatturato era arrivato a sette milioni, crescendo del 50% rispetto al 2020, un anno difficile, anche se l’azienda lombarda era riuscita a contenere al 4% il calo del fatturato. Come per ogni marchio – specie quando si caratterizza con un’innovazione come quella del brevetto di Consoli – il sogno nel cassetto è un monomarca, ma senza fretta, anche perché la distribuzione wholesale è già oggi molto estesa. Tornando alla tecnica che caratterizza le collezioni (Brevetto, di gioielli multisize, e Serafino, di anelli che si trasformano in bracciali), basti pensare che per alcuni pezzi i punti di saldatura arrivano a 42mila, con quasi mille componenti.

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