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Sergio Marchionne 14 anni dopo: le sfide vinte e quelle che lascia in eredità

di Corrado Canali


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3' di lettura

L’era di Sergio Marchionne alla guida di Fiat era iniziata in condizioni drammatiche. Il consiglio di amministrazione guidato dal presidente Luca di Montezemolo con John Elkann alla vicepresidenza convocato a pochi giorni dalla morte di Umberto Agnelli, lo nominò amministratore delegato al posto di Giuseppe Morchio, in uno dei momenti più difficili della storia della Fiat. Il bilancio 2003 si era chiuso con un rosso di 2 miliardi e la nomina di Marchionne, il manager voluto da Umberto Agnelli, era da considerarsi una sorta di ultima spiaggia.

Dall’italiana Fiat alla globale FCA
Da allora il manager italo-canadese non soltanto ha trasformato la Fiat da multinazionale italiana in un grande Gruppo automobilistico globale, ma per di più l'ha completamente risanata , con una posizione debitoria verso l'azzeramento, ma anche con un saldo positivo utile per affrontare le scelte che dovranno impegnare il Gruppo nei prossimi anni. Ampiamente positivo, dunque, il bilancio dei suoi 14 anni di frenetica e incessante attività al vertice prima di Fiat e poi di FCA.

Le sfide vinte da Marchionne
Ma non tutto è riuscito anche ad un come Marchionne che ha dedicato tutto se stesso all'attività di vertice. Messo in sicurezza il Gruppo, infatti, al suo successore toccherà di sistemare la gamma modelli compresi le priorità fra i brand e la riorganizzazione delle piattaforme in funzione della necessità di mettere mano alla elettrificazione di FCA. Il tutto secondo le indicazioni previste dal piano programmatico annunciato a Balocco.

Jeep il brand di punta
Perchè se fra i meriti di Marchionne c'è l'esplosione di Jeep , il primo a crederci è stato proprio lui affidandone la “cura” a Mike Manley, tanto che oggi le potenzialità del brand americano grazie ad una gamma prodotto che si è arricchita di un modello molto più compatto come la Renegade, sono in crescita esponenziale al punto che fra qualche anno potrebbe tagliare il traguardo dei tre milioni di unità vendute all'anno.

Jeep Compass

Maserati rinata grazie a diesel e suv
Così come è riuscita a Marchionne la sfida di trasformare un marchio sia pure blasonato come Maserati in brand dai volumi di vendita impensabili solo qualche anno fa, grazie all'introduzione del motore diesel e il lancio di un suv che mai prima aveva fatto parte dell'offerta del Tridente .

Maserati Levante

L’ambiziosa rinascita di Alfa Romeo
Su Alfa Romeo , forse la scommessa più ambiziosa, l'impegno di Marchionne è servito per il momento a lanciare sul mercato due ottimi modelli in grado di competere al meglio nel settore premium, la Giulia e lo Stelvio e a riportare il Biscione in Formula Uno dove mancava da una vita. Ma c'è ancora da lavorare anche se le premesse sono incoraggianti. La sfida ingaggiata in particolare coi brand premium tedeschi è partita e con le novità annunciate dal piano prodotto fino al 2022 entrerà finalmente nel vivo. Da mettere in conto soluzioni sempre di più dedicate alla clientela business oggi gli acquirenti di riferimento delle auto dei brand tedeschi che in futuro potrebbero spostarsi sui modelli del Biscione.

L’Alfa Romeo Selvio

Lancia anche Fiat relegata ai margini del progetto
E ancora data troppo presto per spacciata la Lancia, anche con Fiat il manager italo-canadese non ha messo lo stesso impegno speso su altro brand. Tanto da ridirne la gamma ad appena due modelli la Panda e la 500 , nonostante i successi della Tipo e della Spider oggi sempre più brandizzata Abarth che Fiat.

La Fiat Panda

La piattaforma Compact non ha funzionato
Per non parlare di altri modelli realizzati sul pianale Compact lo stesso dell'Alfa Giulietta e più di recente della nuova Jeep Cherokee che non ha invece funzionato per la Viaggio e la Ottimo due modelli risultato della joint-venture fra Fiat e il partner cinese Gac o negli USA la Dart brandizzata Dodge.

L’addio definitivo della Punto
E per finire la gestione di Sergio Marchionne sarà ricordata per l'addio alla Punto , uno dei modelli storici di Fiat che pure negli anni d'oro era stata in grado di superare per numero di unità vendute in Europa anche sua maestà la Volkswagen Golf. Intanto gli altri costruttori non hanno abbandonato il segmento B, quello della compatte. Ford ha rilanciato la Fiesta con la settimana generazione (anche nella versione Active che si ispira ai crossover), Volkswagen ha rifatto la Polo ed è, giusto per fare un altro esempio, in arrivo la nuova Skoda Fabia.

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