tre anni di prigionia

Sergio Zanotti in Italia. «Sequestrato da miliziani di Al Qaida»

di Nicola Barone

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(ANSA)


2' di lettura

È stato tenuto in ostaggio da miliziani di Al Qaida, Sergio Zanotti, l'imprenditore tornato libero ieri dopo tre anni di sequestro in Siria. La conferma arriva dagli inquirenti che lo hanno ascoltato oggi per circa tre ore. L'uomo ha spiegato che in questi tre anni ha cambiato circa dieci prigioni ma di «essere stato trattato abbastanza bene».

Le prigioni si trovavano tutte nella zona di Aleppo dove il nostro connazionale è arrivato, dormiente, il 14 aprile del 2016.

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I nuovi elementi
«Ero senza lavoro, ho deciso di andare in Turchia, nella zona di Hatay a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari da rivendere in Europa dove nel mercato della numismatica hanno un valore. Sono stato però venduto dal mio tassista abusivo a dei miliziani che mi hanno narcotizzato: il 14 aprile del 2016 mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo», ha raccontato l'uomo agli inquirenti.

Zanotti è apparso emotivamente provato, al punto che è stato necessario interrompere in alcuni momenti l'atto istruttorio. «Ieri mi sono visto per la prima volta allo specchio dopo tre anni e ho fatto fatica a riconoscermi, sembro invecchiato di quindici anni». Mai catene per lui nel corso del sequestro. »Me le hanno messe solo per girare i video, poi postati su internet, come una sorta di messa in scena. In una giornata ho girato diversi video con cambi di abito e cambi di scenario».

GUARDA IL VIDEO - Sergio Zanotti è arrivato in Italia, atterrato a Ciampino

La vicenda
Una storia apparsa misteriosa, quella di Zanotti, a partire dal suo sequestro annunciato con un video diffuso in rete dal sito russo Newsfront il 15 novembre del 2016, in cui l'uomo appare inginocchiato - con alle spalle un uomo incappucciato che imbraccia un mitra - mentre dice di essere prigioniero da sette mesi in Siria e chiede al Governo di intervenire per la sua liberazione. Il filmato è stato postato da un profilo col nome 'Almed Medi'. L'autore si è presentato col nome Abu Jihad, descrivendosi come jihadista siriano e minacciando di uccidere l'italiano se il Governo italiano non agirà. A maggio del 2017 appare un nuovo video, con Zanotti sempre in ginocchio con alle spalle due uomini armati vestiti di nero. «Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il secondo richiamo che mi lasciano fare», le sue parole.

In Turchia (forse) per lavoro
L'uomo è originario del bresciano, ma residente nel bergamasco. Due matrimoni falliti alle spalle, un periodo agli arresti domiciliari ed una condanna per evasione fiscale nel suo passato; e tre figlie con le quali sembra avesse rotto da tempo. Era partito per la Turchia, nella zona di confine con la Siria, nell'aprile del 2016. Si è detto, per ragioni di lavoro. Doveva star via pochi giorni, ma una volta arrivato in territorio turco se ne sono perse le tracce, fino al primo video. Tra le ipotesi circolate nel frattempo, anche quella che il viaggio fosse finalizzato a reperire soldi per un debito che aveva accumulato.

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