calcio italiano

Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto, il piano B sono i play off

Il Consiglio federale stabilisce che i campionati di calcio di A, B e C hanno tempo fino al 20 agosto: in caso di nuova sospensione si prevedono play off e play out

di Marco Bellinazzo

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(REUTERS)

Il Consiglio federale stabilisce che i campionati di calcio di A, B e C hanno tempo fino al 20 agosto: in caso di nuova sospensione si prevedono play off e play out


3' di lettura

I campionati di calcio di Serie A, B e C hanno tempo fino al 20 agosto per essere portati a termine e, in caso di nuova sospensione per l’emergenza coronavirus , il consiglio Figc rimodulerà il format dei campionati con «brevi fasi di play off e play out»; se invece ci sarà un’interruzione definitiva, «la classifica sarà definita applicando oggettivi coefficienti correttivi».

Le decisioni

È questo l’esito del Consiglio federale, dopo l'ok del Governo alla ripresa degli allenamenti collettivi e in vista della ripartenza dei campionati. Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha infatti annunciato l’ok definitivo agli allenamenti collettivi, fissando per il 28 maggio un incontro con tutte le componenti del calcio per decidere se e quando far ripartire i campionati. La stagione sportiva 2019-20 dovrà terminare entro il prossimo 31 agosto. La Figc del presidente Gabriele Gravina ha deciso invece che i campionati di calcio dei Dilettanti non andranno avanti. Resta da definire la possibilità di far ripartire la Serie A femminile.

Le norme
Il Consiglio della federcalcio si è mosso in base alle indicazioni di Fifa e Uefa e a seguito dell’articolo 218 bis del decreto Rilancio che consente alla federazioni di rimodulare i campionati. Perciò «ha espresso la volontà - si legge nel comunicato finale - di portare a termine i campionati professionistici entro il 20 agosto. Al Consiglio spetterà, prima della ripresa dell’attività agonistica, «determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove per l’emergenza Covid-19 dovessero essere nuovamente sospese» individuando nuovi format, che sono indicati in «brevi fasi di play off e play out al fine di individuare l’esito delle competizioni, incluse promozioni e retrocessioni», e in caso di definitiva interruzione «definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto dell’organizzazione in gironi, del diverso numero di gare disputate» prevedendo in ogni caso promozioni e retrocessioni.

Soddisfatta la Serie B
«C’è grande soddisfazione per il Consiglio federale in cui è passata la linea della Lega B, riparte il campionato e tutte le nostre richieste che provenivano dall’assemblea sono state accolte e sono orgoglioso di questo: ora sarà necessario andare avanti con le riforme», ha detto il presidente della Lega B, Mauro Balata, al termine del Consiglio federale della Figc in cui tra le decisioni prese c’è anche quella della ripartenza del campionato cadetto prevista per il 20 giugno.

In disaccordo la Serie C
Di tutt’altro tenore le reazioni del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: «Devo parlare il linguaggio della verità: quello che è uscito dal Consiglio federale non mi soddisfa per nulla. La Serie C ha una sua evidente specificità nel campo professionistico, altrimenti non si capirebbe perché ci sono A, B e appunto Serie C. Noi non siamo in grado di tornare a giocare, ce lo hanno detto anche i 60 medici sociali, dovevamo fare gli ipocriti? Il calcio va riformato nella sua cultura». Nei giorni scorsi l’assemblea della Lega Pro si era espressa a favore dello stop al campionato. «Noi non siamo in grado di assicurare la certezza delle misure per salvaguardare la salute - aggiunge Ghirelli -. Quello che si sa del nuovo Protocollo ci porta a dire che sarà ancora più dura per i nostri club. Mi auguro che io abbia torto rispetto alla situazione. Discuterò ancora una volta con i presidenti con la stessa chiarezza con cui l'ho fatto da sempre. Poi, qualcuno può andare a sollecitare, scrivendo lettere per giocare i play off. Play off e play out si potrebbero disputare? Abbiamo votato alla luce del sole, ne torneremo a discutere. Io non voglio sfidare nessuno, non c'è una lotta di potere, almeno per me conta solo la Serie C, i valori del calcio e al primo posto c’è la salute. La mia intenzione è di proteggere gli interessi di tutti i club, valgono gli interessi generali e non quelli di qualcuno».

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