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Serie A, i club scelgono la cordata Cvc per il progetto media company sui diritti tv

La Lega serie A va avanti a trattare in esclusiva con la cordata capeggiata da Cvc per l'ingresso nella media company. La decisione è stata presa dall'Assemblea dei club con 15 voti a favore e cinque astenuti

di Andrea Biondi e Carlo Festa

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La Lega serie A va avanti a trattare in esclusiva con la cordata capeggiata da Cvc per l'ingresso nella media company. La decisione è stata presa dall'Assemblea dei club con 15 voti a favore e cinque astenuti


3' di lettura

La scelta alla fine è caduta su Cvc. La Lega serie A va avanti a trattare in esclusiva con la cordata capeggiata da Cvc per l'ingresso nella media company. La decisione è stata presa dall'Assemblea dei club con 15 voti a favore e cinque astenuti.

Ad astenersi in assemblea sono stati i patron di Napoli, Lazio, Udinese, Verona e Atalanta. Le altre big, dalla Juve al Milan, passando per Roma e Inter, hanno invece appoggiato la proposta lanciata da Cvc. Ora inizierà la trattativa in esclusiva con la cordata uscita vincitrice dall'assise dei presidenti della massima serie del calcio italiano.

È stata bocciata dunque l’offerta della cordata Bain-Nb Renaissance, così come la proposta del fondo Fortress, arrivata solo 24 ore prima dell'assemblea e quindi non presa in considerazione dai 20 club.

La Lega quindi, proseguirà a trattare in esclusiva con la cordata formata da Cvc, Advent e Fsi (assistito da Rothschild, Credit Suisse, Barclays, EY oltre che dallo studio Gattai Minoli Agostinelli) che ha presentato un’offerta che prevede il conferimento nella MediaCo, costituita dalla Lega, del ramo d'azienda della Lega Serie A organizzato per la commercializzazione dei diritti audiovisivi e per lo sfruttamento degli ulteriori diritti di immagine e sponsorizzazione.

Passaggio successivo è l'avvio da parte del consorzio capeggiato da Cvc di un aumento di capitale di MediaCo di 300 milioni a fronte del quale lo stesso consorzio di fondi riceve una quota, dotata di particolari diritti, rappresentante il 10% del capitale sociale della nuova società. Ulteriore passo è la sottoscrizione di un accordo commerciale tra Lega Serie A e MediaCo e l'esecuzione nel tempo, da parte del consorzio Cvc, dei versamenti a fondo perduto (secondo gli ammontari e la tempistica previsti) in favore di MediaCo da destinarsi al pagamento di corrispettivi alla Lega Serie A e ai club per la sottoscrizione dell'Accordo Commerciale.

Dal punto di vista numerico, la cordata Cvc, Advent e Fsi ha inoltre messo sul piatto due offerte differenti. La prima offerta prevede un prezzo da 1,6 miliardi secco (prima era 1,325 miliardi + 300 milioni di rinuncia ai dividendi per i primi anni) con una linea di anticipo di 1,1 miliardi erogabile al closing per un'iniezione di ossigeno finanziario in caso si verifichino alcuni eventi che mettano ulteriormente in difficoltà i club. Sono poi rafforzati i diritti di riacquisto futuro della quota del 10% da parte della Lega. La governance prevede 7 membri del cda di nomina dei club e 6 di nomina del Consorzio. I fondi nomineranno l'amministratore delegato, con l'accordo dei club, mentre questi ultimi faranno il nome del presidente.

La seconda offerta alternativa di Cvc, Advent e Fsi prevedeva invece che, qualora la cifra di 1,6 miliardi non sia sufficiente e che i club preferiscano una forma di minimo garantito, un prezzo di 1,350 miliardi + 500 milioni di assicurazione da riconoscere ai club per colmare il delta tra il minimo garantito e gli effettivi risultati negativi che fanno scattare l'assicurazione. Dal punto di vista industriale c'è da ricordare la grande esperienza e il track record maturato da Cvc negli ultimi 25 anni nel settore dello sport, con gli investimenti nella Formula 1 e nel rugby.

Al contrario l'offerta di Bain capital e Nb Renaissance prevedeva caratteristiche più finanziarie: cioè la costituzione di una Spv ex legge 130/1999, cui la Lega Serie A avrebbe dovuto cedere il 100% dei crediti commerciali futuri derivanti dai contratti aventi ad oggetto lo sfruttamento, a livello globale, dei diritti audiovisivi, per un periodo di 10 anni estendibile di ulteriori 10 anni. Ci sarebbe poi stato il successivo acquisto da parte della Spv dei crediti futuri tramite utilizzo del prezzo di sottoscrizione delle notes classe A2 ricevuto dal consorzio Bain (per 400 milioni), e la cartolarizzazione della restante parte dei crediti futuri con assegnazione alla Lega di notes classe A1, senza alcun esborso.

Inoltre l'offerta di Bain e Nb prevedeva la sottoscrizione di un contratto di joint venture tra la Lega e il consorzio e conseguente costituzione di una joint venture societaria, partecipata dal consorzio (15%), e incaricata di svolgere le attività necessarie allo sfruttamento economico di diritti audiovisivi relativi ad eventi sportivi, prestare assistenza, in qualità di unico advisor, alla Lega ed ai Club con riferimento all'organizzazione di future procedure competitive finalizzate alla cessione in licenza dei diritti tv.


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