Calcio italiano

Serie A, dai diritti tv domestici 930 milioni all’anno ma gli ingaggi vanno tagliati

La Lega assegna il secondo pacchetto a Sky e si assicura 2,7 miliardi per il prossimi triennio, i club però chiedono uno “sconto” sugli ingaggi e il rinvio delle scadenze federali

di Marco Bellinazzo

(LaPresse)

3' di lettura

La Lega Serie A assegna il secondo pacchetto a Sky e si assicura 927,5 milioni di euro all’anno grazie alla cessione dei diritti tv in ambito nazionale nel triennio 2021/2024. Tuttavia la crisi finanziaria ed economica dovuta anche alla pandemia sta mettendo in ginocchio i club che chiedono uno “sconto” sugli ingaggi e il rinvio delle scadenze federali. D’altronde le perdite per oltre 700 milioni cumulate dai 20 club al 30 giugno 2020, con i conti da chiudere al prossimo 30 giugno potrebbero superare abbondantemente il miliardo di euro.

Il nodo ingaggi

La Serie A dopo le iniziative di Inter e Juventus ha intenzione di proporre all’unanimità alla Federcalcio lo slittamento dei termini per effettuare i pagamenti relativi a quattro mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno). Lunedì 17 maggio sarà notificata la proposta al Consiglio Federale. I club chiedono di posticipare le verifiche sui versamenti rinviandole per marzo dal 30 maggio al 24 giugno, per aprile dal 28 giugno al 31 luglio e per i mesi di maggio e giugno dal 28 giugno al 31 dicembre 2021. Inoltre, le società puntanto a tagliare due mensilità. Questo obiettivo tuttavia appare più difficile da raggiungere perchè dovrà necessariamente passare oltre che da un accordo con l’Aic da una accettazione individuale e tutelata da parte di ogni singolo tesserato.

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Diritti tv

L’assemblea della Lega Serie A sempre venerdì 14 maggio ha assegnato il pacchetto 2 dei diritti tv per il periodo 2021-2024 a Sky. La piattaforma satellitare trasmetterà tre partite del campionato di massima serie in co-esclusiva con Dazn, la quale insieme a Tim si è aggiudicata il primo e il terzo pacchetto con sette partite in esclusiva e le altre tre da condividere per l’appunto con Sky. Per il secondo pacchetto è stata messa sul piatto una cifra pari a circa 87,5 milioni a stagione, che aggiunta agli 840 milioni con cui Dazn si è assicurata gli altri due lotti, portano a 927,5 milioni di euro il totale dei proventi televisivi annui attesi dalla cessione dei diritti tv in ambito nazionale. Formalmente, un passo indietro rispetto al precedente triennio (che ha fruttato circa 970 milioni annui), ma nel 2021 scade il contratto con l’advisor Infront a cui veniva riconosciuta una commissione (da 55 milioni a stagione).

Stop al ricorso di Sky

Le partite previste dal pacchetto in questione sono: un anticipo del sabato sera, il lunch-match delle 12.30 della domenica e il posticipo del lunedì sera. L’assegnazione, come si legge in una nota della Lega Serie A, è sottoposta alla condizione “che Sky Italia S.r.l. rinunci – con formale atto scritto da far pervenire alla Lega e da depositare telematicamente in giudizio entro il termine ultimo delle ore 24 di oggi 14 maggio 2021 decorso il quale l'efficacia dell'accettazione verrà definitivamente meno – al ricorso ex 669-bis e 700 c.p.c. notificato in data 23 aprile 2021 e promosso dinanzi al Tribunale di Milano, nonché alle azioni di merito fondate sui medesimi motivi dedotti nel ricorso”.

Premier e Bundesliga

Anche la Serie A, dunque, conclude le trattative per la cessione dei diritti tv domestici. Il giorno prima era toccato alla Premier League ufficializzare l'accordo per il rinnovo degli accordi con Sky Sports, Bt Sport, Amazon Prime Video e Bbc Sport in vista del triennio 2022-2025. I nuovi contratti avranno un valore complessivo pari a quello del triennio attualmente in corso (circa 4,7 miliardi di sterline, ovvero poco meno di 5,5 miliardi di euro). “La Premier League desidera esprimere la propria gratitudine ai partner per il loro continuo impegno e sostegno alla piramide del calcio – ha dichiarato l'amministratore delegato Richard Masters – apprezziamo enormemente il fatto che il governo abbia concordato, in linea di principio, ad acconsentire questo accordo”. In precedenza, la Bundesliga era stata la prima delle top 5 leagues a siglare un nuovo accordo televisivo dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19, assicurandosi 4,4 miliardi nel quadriennio 2021-2025 (contro i 4,6 miliardi del periodo precedente).

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