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Serie A, ipotesi rinvio nella scelta fra Sky e Dazn

Assemblea di Lega per decidere sulle offerte di Dazn e Sky che si contendono l’assegnazione dei diritti audiovisivi della Serie A per il prossimo triennio. Sullo sfondo sempre più lontano l’accordo finale con i fondi di private equity

di Andrea Biondi

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3' di lettura

La scelta fra Sky e Dazn può attendere. Alla vigilia dell’assemblea di oggi, giovedì 11 febbraio 2021, con all’ordine del giorno la decisione sull’attribuzione dei diritti audiovisivi del 2021-24 per la Serie A, l’orientamento dei presidenti dei club sembra spingere verso uno slittamento. Altro tempo necessario per ponderare una decisione dalla portata rivoluzionaria se si andasse a una sostituzione, come player principale del calcio pay in Tv, con Dazn al posto di Sky.

Certo è che all’assemblea di oggi i presidenti dei club arrivano con la consapevolezza di un’offerta più corposa da parte di Dazn rispetto a quella di Sky. La piattaforma di Perform ha messo sul piatto 840 milioni annui per trasmettere 7 match in esclusiva e 3 in coabitazione, mentre Sky ne offre 70 per i tre in comune ma soprattutto 750 milioni per tutte le gare con possibile incremento di 50-70 milioni in caso di creazione di un canale light. Non si arriva agli 1,150 miliardi dichiarati come obiettivo dalla Lega, ma con l’offerta che vede Dazn prevalente non si va tanto lontano dai 973 milioni annui del triennio in conclusione.

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Va detto che quando si ha a che fare con i presidenti dei club di Serie A nulla si può dare per assodato fino all’ultimo. Che l’ipotesi rinvio prendesse consistenza lo si è comunque intuito con maggiore forza dopo le parole di Urbano Cairo all’Ansa: «Non credo che domani si voti, abbiamo ancora del tempo davanti. Noi dobbiamo decidere per valorizzare al meglio il calcio italiano e le offerte ricevute, Dazn in particolare, testimoniano che il calcio italiano è molto appetito».

Il patron del Torino ha anche parlato dell’operazione fondi. L’assemblea decisiva per il term sheet con Cvc, Advent e Fsi era prevista per oggi, ma è stata spostata per far posto al tema dei diritti Tv. Slittamento a data da destinarsi. Su questo fronte, le avvisaglie vanno in direzione di un naufragio. Cairo però non si mostra pessimista: «L'ingresso dei fondi nella Lega di A non deve essere minimamente frenata dall'assegnazione dei diritti tv, anzi può subire un’accelerazione».

Si vedrà. Sul cosa freni dal decidere già oggi sui diritti Tv sono chiare le dichiarazioni all’Adnkronos del presidente del Benevento Oreste Vigorito. «Dubbi sulla tipologia di trasmissione? Su questo e anche la preoccupazione legata al bacino di utenza, che oggi è tutto con Sky e domani dovrebbe cambiare abbonamento e passare a Dazn, oltre al fatto che la banda larga non è presente su tutto il Paese».

Il piatto della bilancia pende dalla parte di Dazn (alla quale i rumors uniscono con sempre maggiore insistenza Tim che come contropartita avrebbe l’esclusiva della app Dazn sulla sua Timvision e che comunque smentisce le ricostruzioni) sulla parte economica.

Dazn è da tre anni in Italia e ha come principale azionista la Access Industries del miliardario Lev Blavatnik. Il quale lo scorso anno ha iniettato finanziamenti per quasi 1 miliardo di dollari in questa società da 878 milioni di dollari di ricavi e 1,4 miliardi di perdite che comunque a suon di investimenti si sta facendo spazio in vari mercati dell’Europa, ma anche oltre. L’idea dell’offerta monstre non è del tutto sorprendente se si considera che è in Italia da 3 anni e forse questo, con Sky impossibilitata ad avere l’esclusiva dei match su tutte le piattaforme, è apparso il momento migliore per attaccare il mercato.

Dall’altra parte i presidenti dei club, come detto, si troverebbero a dare credito a una società con modello di business basato sullo streaming. L’Italia del digital divide è pronta o si rischiano buffering su buffering? I dati dell’ultimo Osservatorio trimestrale Agcom indicano che fra Fttc (fibra con rame nell'ultimo tratto), Ftth (fibra fino a casa) e Fwa (wireless e frequenze 5G nell'ultimo miglio) a settembre erano attivi 11,84 milioni di accessi (+18,3% su base annua) su un totale di 19,43 milioni di linee fisse. L’ impennata di linee Fttc (+16% a 8,81 milioni), Ftth (+41,7% a 1,57 milioni) e Fwa (+11,4% a 1,44 milioni di linee) dimostra che la domanda c’è. Il riuscire a garantire il live streaming senza intoppi della Serie A è però la vera grande scommessa.

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