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Serie A, lettera di 7 club per chiudere ai fondi e assegnare i diritti Tv. Dal Pino: colpa dei conflitti tra club

Sette club hanno inviato una lettera a Lega Serie A e altri nove club ribadendo «la necessità di procedere senza indugio all'assegnazione dei diritti audiovisivi» e confermando il no all’operazione fondi, con la minaccia di azioni legali

di Andrea Biondi

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3' di lettura

Diritti Tv ed entrata in partita dei fondi di private equity fanno arroventare il clima all’interno della Lega Serie A. E il tono di alcuni club si fa sempre più minaccioso nei confronti dei vertici dell’associazione dei club, ma anche nei confronti di altri club, considerando primario un obiettivo: «La necessità di procedere senza indugio all'assegnazione dei diritti audiovisivi».

La minaccia di richiesta danni

La lettera è stata firmata in calce da Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli ed Hellas Verona e, come detto, è indirizzata al presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, all'ad Luigi De Siervo e ad altri nove club della massima serie. Che l’azione fosse in preparazione lo aveva anticipato Il Sole 24 Ore del 5 marzo. Il tutto si è così tradotto in una lettera di fuoco in cui viene agitato lo spettro di una richiesta danni.

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I nove club destinatari

La missiva è indirizzata ai vertici della Lega Serie A e alle nove società – Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Rioma, Sampdoria, Sassuolo, Spezia e Torino – che con la loro astensione, durante l’assemblea di giovedì 4 marzo, non hanno permesso a Dazn, in partnership con Tim, di spuntarla sull’aggiudicazione dei diritti audiovisivi per il prossimo triennio, per la quale è al momento in competizione con Sky.

L’impasse fra diritti tv e fondi

L’incrocio del tema diritti con quello dell’ingresso dei fondi di private equity Cvc, Advent e Fsi, sta provocando uno stallo. Da qui la lettera delle società che, confermando la propria contrarietà all’ingresso dei fondi nella costituenda media company per valorizzare i diritti tv della Serie A, chiedono di procedere all’aggiudicazione dei diritti audiovisivi del 2021-24 senza aspettare oltre. Anche perchè la deadline del 29 marzo – data di scadenza delle offerte di Dazn e Sky – si avvicina. La conclusione è minacciosa: «Condotte ostruzionistiche, dilatorie oltre che lesive degli interessi di coloro che le pongono in essere, espongono gli autori a legittime pretese risarcitorie».

Il caso

Nella lettera inviata il 5 marzo i club firmatari si lamentano così di aver appreso di «un incontro avvenuto il 1° marzo scorso tra l'Amministratore Delegato della Lega ed il Consorzio al fine di verificare se permanesse l'interesse del Consorzio a definire la 'partnership strategica'». Incontro, questo, cui «l'Amministratore Delegato ha partecipato senza aver alcun mandato in tal senso da parte dell'Assemblea, unico organo competente non solo a definire la 'partnership strategica' ma anche a verificare la sussistenza dei presupposti per la prosecuzione delle trattative con il Consorzio».

La linea dei 7 club: prima i diritti Tv e poi i fondi

Quindi le società «nel confermare la propria contrarietà alla proposta di partnership, ribadiscono la necessità di procedere senza indugio all'assegnazione dei diritti audiovisivi per il territorio nazionale e per quello internazionale. A ciò si aggiunga che, sino a quando le predette procedute competitive non saranno positivamente concluse, le nostre Società non prenderanno neppure in esame alcuna nuova proposta o progetto da parte del Consorzio o di altri soggetti».

Il possibile ritocco dell’offerta dei fondi

Al momento è attesa la convocazione di un’altra assemblea dopo quella dello scorso 4 marzo che ha registrato una fumata nera sull’assegnazione dei diritti (11 favorevoli per Dazn-Tim e 9 club astenuti), ma con i fondi di private equity che con una lettera si sono detti disponibili a rivedere la propria proposta da 1,7 miliardi di euro per entrare al 10% nella media company della Lega. Una revisione però esclusivamente sulle condizioni, tendendo a escludere un ritocco dell’offerta.

Dal Pino: diritti tv non assegnati solo per conflitti club

L'assegnazione dei diritti tv è un tema esclusivamente in mano ai club e se finora non sono stati assegnati è per «incapacità delle associate di superare i loro conflitti individuali e giungere alla formazione di una volontà collettiva». È questa la replica del presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino alla lettera inviata dalle sette società che chiedono di procedere senza indugio ad assegnare i diritti tv. Nella missiva, Dal Pino sottolinea di aver inserito il tema nelle ultime quattro assemblee, senza che i club riuscissero a trovare un accordo. Dal Pino annuncia poi che riconvocherà «assemblee in successione fino a quando lo stallo assembleare in atto non troverà, nell'assemblea, una soluzione» e chiude esprimendo «l’auspicio che il conflitto di posizioni in essere, sia presto superato nel primario interesse collettivo del funzionamento utile della gestione associativa, lasciando che i lamentati reciproci comportamenti ostruzionistici abbandonino il campo ai principi di lealtà, correttezza e probità che regolano i rapporti e le attività sportive».

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