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Serie A, la ripresa del campionato non è una priorità per la maggioranza degli italiani

Secondo un sodaggio condotto da Izi, in collaborazione con Comin & Partners, il 64%, degli italiani (il 51% tra i tifosi) è contraria alla ripresa dei campionati di calcio professionistici

di Marco Bellinazzo

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(© mezzabarba)

Secondo un sodaggio condotto da Izi, in collaborazione con Comin & Partners, il 64%, degli italiani (il 51% tra i tifosi) è contraria alla ripresa dei campionati di calcio professionistici


2' di lettura

Che il sentimento popolare, dopo quasi due mesi di lockdowm e più di 20mila vittime per la pandemia di Covid-19, non fosse in linea con le esigenze finanziarie di molti patron di Serie A, era chiaro a chiunque avesse dato in queste settimana una rapida lettuta ai social. A confermare questa percezione arriva ora un sodaggio condotto da Izi (società specializzata nella valutazione economica e finanziaria e negli studi di fattibilità di progetti di investimento pubblici), in collaborazione con Comin & Partners, società di consulenza strategica di comunicazione e relazioni istituzionali.

Maggioranza contro la ripresa

La maggioranza degli italiani, il 64%, è contraria alla ripresa dei campionati di calcio professionistici (il campione ha incluso 1006 persone intervistate in modalità Cati-Cawi tra il 24 e il 25 di aprile). La motivazione prevalente, per quasi la metà dei contrari, è che giocare non sarebbe sicuro dal punto di vista sanitario, mentre un terzo crede che rappresenti un settore come tutti gli altri e quindi non debba essere privilegiato l’accesso a test e tamponi. Dello stesso avviso sono quanti si dichiarano “molto” o “abbastanza” tifosi di calcio, che rappresentano quasi il 60% degli intervistati. Anche fra questi oltre la metà (51%) è contraria al riavvio dei campionati, sia pure a porte chiuse. Una opinione che appare in linea con le posizioni espresse dal movimento ultras non solo in Italia.

Favorevoli alla ripresa
Solo un terzo (36%) degli intervistati si dichiara favorevole alla ripartenza di campionati. Fra questi la metà lo ritiene un volano di crescita economica troppo importante per il Paese. Mandare avanti i campionati, poi, per il 26% significa evitare che la crisi infligga un duro colpo anche alle società professionistiche. Solo al 19% dei favorevoli interessa, invece, che sia assegnato un vincitore. Secondo il 4% degli italiani, infine, il calcio a porte chiuse non sarebbe vero calcio. A decidere le sorti dei campionati nel nostro Paese dovrebbe essere il Governo per il 77% degli italiani mentre per il 15% l’ultima parola spetterebbe alla Figc e per il restante 8% al Coni.

Senza calcio
Fra gli appassionati di calcio il 70% ha dichiarato che nei due mesi di quarantena ha sentito molto o abbastanza la mancanza delle partite. La voglia di calcio tuttavia non è stata colmata in alcun modo dal 44% dei tifosi, mentre il 24% ha visto vecchie partite in televisione, il 17% video in rete e il 15% ne ha parlato con gli amici al telefono o in chat.

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