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Serie A in campo, resta aperta la partita per gli stadi di proprietà

Con 48,5 milioni di investimento la Dacia Arena di Udine vuole aumentare la redditività. Restyling in 100 giorni per il Pier Luigi Penzo da parte del Venezia Fc. L’Hellas Verona mira alla Nuova Arena

di Nicola Brillo

4' di lettura

I ricavi da stadio sono sempre più importanti per le formazioni professionistiche di calcio. In era pre-Covid, nella massima serie, hanno superato i 300 milioni complessivi. Il NordEst per la stagione 2021/2022 presenta tre formazioni in Serie A: Udinese, Hellas Verona e Venezia Fc. E per tutte lo stadio di proprietà è un sogno da esaudire. Lo stadio di proprietà in Italia è fenomeno ancora raro: l’81% dei casi risulta essere pubblica e nel restante 19% privata.

I dati sono forniti dal “ReportCalcio 2021-Il censimento del calcio italiano”, il rapporto annuale sul calcio italiano, sviluppato dal Centro Studi Figc in collaborazione con Arel e PwC. Si conferma, anche se in rallentamento, il trend di crescita dei ricavi da stadio del calcio professionistico, che dopo gli importanti risultati della stagione 2017-2018 (+22,4%), raggiungono un valore pari a 343,5 milioni (+0,9%). Per quanto riguarda i ricavi da ingresso stadio, invece, si arresta il trend di crescita osservato nel corso delle ultime stagioni (con una variazione percentuale prossima allo 0%). Se nella stagione 14-15 erano 262 milioni, nella stagione 18-19 sono 344 milioni.La torta più grossa è evidentemente quella della Serie A, dove i ricavi da ingresso stadio continuano a rappresentare circa il 9% del totale delle entrate.

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Nella stagione 14-17 i ricavi sono stati 221,7, nel 18-19 sono saliti a 300,9 milioni.Tra gli esempi più interessanti c'è la “Dacia Arena” di Udine, riedificato a fine 2015, che punta ora ad un ulteriore intervento per aumentarne la redditività. Interventi compiuti per un esborso di 48,5 milioni, per fa diventare lo stadio Friuli uno dei più belli d'Italia. La famiglia Pozzo ha acquisito nel marzo 2013 dal Comune la proprietà superficiaria per 99 anni, fino al 2112, per 4,5 milioni. I lavori, con la demolizione delle due curve e dei distinti, la rimozione della pista di atletica e la ricostruzione dei settori per portare la capienza a 25mila posti, sono durati 540 giorni. «Quello di Udine è certamente uno dei tre stadi più all'avanguardia d’Italia, con lo Juventus Stadium e Mapei Stadium – commenta Luciano Mondellini, direttore di Calcio e Finanza -. Non a caso queste tre società di calcio hanno una proprietà radicata nel territorio da molti anni. E queste sono prerogative importanti, quando si decide di investire sullo stadio di proprietà, serve una visione di medio-lungo termine. Purtroppo per la redditività da stadio siamo ancora molto indietro rispetto alla Premier League, anche perché il tifoso inglese è più propenso a spendere rispetto a quello italiano». Sull’opera ha acceso un faro l’Anac, per l’Autorità è illegittimo il cambio di denominazione associato a uno sponsor e controllo dell'Amministrazione comunale sui lavori di manutenzione annuali. A difesa dell'amministrazione comunale è sceso in campo il consiglio regionale con una mozione approvata all'unanimità. «La nostra regione, attraverso il Comune di Udine, ha realizzato ciò che non è invece riuscito in tante altre città importanti - ha sottolineato il consigliere regionale Furio Honsell in sede di illustrazione -. Il nostro Paese ha un sistema di impianti sportivi abbastanza arretrato e molti gravano sulle casse dei Comuni che non riescono a mantenerli. A Udine, invece, siamo riusciti a realizzare qualcosa di importante ed è perciò necessario contribuire a eliminare qualsiasi attrito possa pregiudicare un rapporto che esalta capacità e originalità imprenditoriali, sollevando al tempo stesso le casse pubbliche, attraverso un modello del quale tutti dovrebbero essere orgogliosi».Una corsa contro il tempo per permettere di debuttare davanti a propri tifosi per il Venezia Fc. Qualche mese prima della promozione in Serie A, il Comune di Venezia aveva rinnovato la convenzione in gestione esclusiva dello stadio Pier Luigi Penzo. La società sportiva ha realizzato interventi infrastrutturali per 5 milioni di euro, rifacendo curve e distinti, migliorando l’impianto di illuminazione del campo di gioco e occupandosi della manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio. Via anche le barriere, spazio libero davanti alle curve, barriere ridotte a un metro davanti a tribuna centrale e distinti. L'impianto è stato assegnato per 9 anni alla società a fronte di un insieme organico di interventi infrastrutturali. Poi la promozione in A della squadra di Paolo Zanetti ha “complicato” la situazione. Nuovi lavori infatti sono stati resi necessari per consentire alla squadra di disputare la massima serie, e il tutto è stato compiuto in soli 100 giorni di tempo. La capienza dello stadio passerà a 12mila posti per il primo anno in serie A, sistema di illuminazione delle 4 torri che sarà portato a 1.650 lux, come richiesto dalla normativa della serie A. E poi interventi negli spogliatoi, tribuna e sala stampa. «Progetti di questo tipo richiedono almeno 7-8 mesi di lavoro se non di più, lo stadio è stato smontato e rimontato, parliamo di un lavoro enorme – commenta Il responsabile delle Infrastrutture del Venezia FC, Andrea Cardinaletti - Stiamo facendo tutto questo grazie alla straordinaria collaborazione del Comune di Venezia, della Questura, dei Vigili del Fuoco, della ASL, della Prefettura e di tutti i partner coinvolti. Non è un mistero che la nostra attenzione sia rivolta ai nostri tifosi, il Penzo è la loro casa ed abbiamo un profondo rispetto per tutto quello che porta la nostra tifoseria ad amare questo club; il nostro sarà uno stadio diverso dagli altri, unico nel suo genere». Pare così accantonato per ora il progetto dello stadio in terraferma, nell'area di Tessera, come ipotizzato dalla proprietà precedente.Un nuovo stadio di proprietà sarebbe nelle intenzioni dell'Hellas Verona, che ha nello stadio Bentegodi la sua casa con circa 40mila posti a sedere. Costruito nel 1963, è soggetto periodicamente ad interventi per rispondere alle nuove esigenze televisive legate ai diritti tv. Durante l'estate si sono resi necessari i lavori di sistemazione anche dei bagni e segnaletica di sicurezza. La pandemia ha rinviato i lavori, ma il manager Cesar Esparza vuole andare avanti con il nuovo stadio dei gialloblu, la cosiddetta Nuova Arena. Da quello che si apprende si intende realizzare il nuovo impianto da ventisettemila posti, dove ora sorge il Bentegodi. E i lavori dovrebbero prendere il via già il prossimo anno. Il Credito Sportivo si è già detto disposto a supportare il tutto.Il Nordest, e in particolare il Friuli Venezia-Giulia, ha ospitato nel 2019 i campionati Europei Under 21 di calcio. Sui 5 stadi della manifestazione sono stati investiti 17 milioni di euro, che hanno lasciato in eredità ammodernamenti allo stadio di Udine e a quello di Trieste.

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