Industria

Serravalle, ecco i nuovi vertici: al via il nuovo corso sotto Ferrovie Nord Milano

Beniamino Lo Presti è il presidente, Pietro Boiardi l’ad. Ci saranno due consiglieri in più

di Sara Monaci

(IPP)

2' di lettura

Il cda di Serravalle è stato rinnovato completamente. La società autostradale è passata recentemente di mano dalla Regione Lombardia a Ferrovie Nord Milano. Ecco i nuovi nomi di vertici e consiglieri. Il presidente è Beniamino Lo Presti, l’ad Pietro Boiardi. Consiglieri: Maura Silva; Maria Sardelli, Elena Nembrini, Marco Piuri, Dario Ghezzi. Ci saranno due consiglieri in più. Questi ultimi due arrivano da Ferrovie Nord Milano, azionista di riferimento.

Ferrovie Nord Milano ha chiuso recentemente l’operazione di acquisizione, pensata a inizio 2020 e ultimata a maggio di quest’anno. Ha messo sul piatto 600 milioni, di cui 520 per la Regione e il resto per il gruppo Gavio. La società ferroviaria controllata dalla Lombardia (e quotata in Borsa) è diventata quindi l’azionista di riferimento anche della società autostradale, di cui detiene il 96% delle quote.

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Al contempo l’operazione è servita anche a ricapitalizzare Pedemontana, che finora è stata sotto il controllo di Serravalle ma che per una serie di problemi irrisolti non è mai stata completata. Delle risorse che la Regione ha intascato, 350 milioni sono andati nelle casse di Pedemontana, di cui il Pirellone è diventato dunque l’azionista di maggioranza con il 53%.

I problemi di Pedemontana sono stati finora la mancanza di risorse e un lungo contenzioso con la società austriaca Strabag, vincitrice del secondo lotto della strada ma che ha avanzato richieste molto onerose per presunti extracosti (fino a 2 miliardi). Il braccio di ferro si è concluso da poco: Strabag ha preso 25 milioni per i lavori realizzati. Adesso la gara è stata aggiudicata ad un raggruppamento di imprese guidato da Impregilo.

Le due questioni, denaro e contenzioso, avevano finito per essere due facce della stessa medaglia: con un’opera bloccata, le banche finanziatrici avevano deciso di chiudere i rubinetti. Ora, con la presenza della Regione nell’azionariato e risolto il nodo Strabag, potranno ripartire finanziamenti (per ulteriori 2 miliardi, oltre gli 1,7 già spesi per i primi 20 chilometri) e lavori.

Serravalle continua comunque a tenere il 38% di Pedemontana. Il nuovo cda dovrà dunque occuparsi anche di questo.

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