fleet management

Serve un patto con i fornitori per sostenere le flotte delle Pmi

La proposta di Deloitte: operatori del noleggio, del leasing, dell’outsourcing aiutino le imprese per la gestione dell’operatività durante la pandemia e la fase2

di Laura La Posta

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(© Javier Larrea)

La proposta di Deloitte: operatori del noleggio, del leasing, dell’outsourcing aiutino le imprese per la gestione dell’operatività durante la pandemia e la fase2


3' di lettura

Un’alleanza con i fornitori, per garantire anche in tempo di pandemia l’operatività delle flotte delle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni. È l’idea della società di consulenza Deloitte per mostrare solidarietà concreta a chi ha bisogno come il pane dei veicoli per trasportare merci e persone, sia per continuare a erogare servizi di prima necessità sia per programmare la futura ripartenza.

«La priorità ora è senza dubbio sanitaria, ma è importante anche aiutare gli imprenditori a resistere – dice Ernesto Lanzillo, partner e private leader di Deloitte Italia -. Già oggi molte società di leasing e noleggio stanno mettendo in campo azioni a sostegno dei clienti, come la sospensione del pagamento dei canoni e la proroga dei contratti in scadenza. Va sostenuto direttamente il settore automotive, da parte del regolatore, anche con la reintroduzione del super ammortamento sui veicoli (che in passato ha trainato il settore), oltre al potenziamento degli incentivi in corso (quelli attivi sulle fasce basse di emissioni».

Segnali di sostegno ai clienti giungono da associazioni importanti come Abi (le banche hanno varato una moratoria dei finanziamenti), Assilea (incoraggiata la sospensione delle rate del leasing), Aniasa (molti noleggiatori stanno prorogando i contratti e garantendo i veicoli per le emergenze), Ania (estesa da 15 a 30 giorni la copertura Rc delle polizze scadute). In campo anche gli operatori, riferisce Fleet magazine: fra tutti Leasys (la società del gruppo Fca studia offerte online e consegne differite) e Arval (sospesi i ritiri dei veicoli in scadenza). Ma sarebbe meglio se questi sforzi fossero coordinati o almeno censiti, per rassicurare le Pmi e stimolare l’emulazione fra gli operatori.

Più in generale, è probabile che l’emergenza coronavirus acceleri i trend già osservati nella gestione delle flotte Pmi, fotografati dal premio Fleet Italy award promosso da Aiaga (associazione acquirenti e gestori di auto aziendali) ed Econometrica (editrice di Auto aziendali magazine). Fra le tendenze vincenti spiccano un ampio ricorso al noleggio a lungo termine, alla telematica e ai software per abbassare i costi, all’esternalizzazione del fleet management e a un uso più consapevole delle tecnologie dell’auto connessa per aumentare la sicurezza.

«Fra i premiati, ci hanno colpito le buone pratiche di alcune Pmi e società della Pubblica amministrazione – racconta il presidente di Aiaga, Giovanni Tortorici -. Ad esempio, la cooperativa trentina di ristorazione Risto3 gestisce una flotta di 63 veicoli con una strategia chiara e lineare, incentrata sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale: accorpamento delle scadenze per tagliare i costi, introduzione di veicoli elettrici, scelta di vetture con dispositivi Adas, ovvero sistemi avanzati di assistenza alla guida per migliorare la sicurezza. Idee efficaci anche per la società marchigiana Sigma spa (attiva nell’automazione delle banche, delle biglietterie, di parcheggi e pedaggi, fra le tante attività), che gestisce in modo oculato un parco da 460 vetture. Sorprendenti anche i risultati raggiunti dalla Provincia autonoma di Trento (189 mezzi gestiti con un software avanzato di prenotazione e passaggio dalla proprietà al noleggio a lungo termine) e dalla Ausl di Bologna».

Non è ancora un trend - per mancanza di offerta (non certo di domanda) - ma potrebbe diventarlo, il ricorso a misure innovative di tariffe per l’uso effettivo dei mezzi. «Proprio emergenze improvvise come il coronavirus evidenziano la necessità di formule nuove come il pay-as-you-go anche per il settore automobilistico, per permettere alle aziende di ridurre il Total cost of ownership in caso di mancato utilizzo dei veicoli – racconta Luigi Onorato, partner Monitor Deloitte -. Per lo sviluppo di queste offerte è necessario un contributo attivo non solo da parte delle società che gestiscono l’outsourcing delle flotte, ma anche dalle assicurazioni (che oggi valgono l’8% del Tco). Già prima dell’emergenza coronavirus si stava andando in questa direzione, ma ora bisognerà andarci correndo. Infatti, la diminuita liquidità e capacità finanziaria delle imprese rischia di paralizzare le decisioni di potenziamento e ammodernamento pur necessari delle flotte e forti ritardi nei pagamenti di canoni di noleggio e leasing. Meglio pagare a consumo, a piccole rate».

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