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Servizi funebri, nuove regole Ecco i requisiti per le imprese

Il nuovo regolamento regionale mette ordine in un settore che cominciava a creare disservizi agli utenti: stabiliti i parametri per dotazione e organico. Al via anche l'anagrafe informatica

di Michelangelo Bonessa

Il settore. Da due anni fa è stata licenziata la legge regionale relativa alle attività delle onoranze funebri ma mancava un regolamento specifico

3' di lettura

Regione mette ordine nel settore delle agenzie funebri con l’aiuto della tecnologia. Da due anni infatti era stata licenziata la legge regionale relativa alle attività di questo settore, ma mancava un regolamento specifico. Un buco a cui è stato necessario mettere una toppa perché la mancanza di alcune regole chiare aveva già iniziato a creare disservizi agli utenti. La commissione Sanità e Politiche sociali, con un percorso coordinato dalla vicepresidente Simona Tironi, ha approvato il nuovo regolamento a giugno 2022 che vivrà una fase definibile come sperimentale: da tempo Regione aveva messo a disposizione delle aziende lombarde una piattaforma informatica, ma il suo ruolo era principalmente quello di archivio per tutta la documentazione necessaria alle imprese stesse.

In questi mesi invece il portale digitale servirà alle Amministrazioni pubbliche per monitorare l’andamento della situazione, in particolare per quella che è stata la novità normativa principale del nuovo regolamento cioè la regolazione dei rapporti tra impresa funebre e centro servizi funebri: fino a prima del regolamento, di fatto chiunque poteva avviare un’attività imprenditoriale a patto che avesse un contratto con un centro servizi che gli garantisse l’effettiva corrispondenza ai requisiti di legge in termini di personale e mezzi di trasporto. Quindi pur senza carri funebri e necrofori di proprietà, era possibile avere un’agenzia funeraria. L’effetto però è spesso stato quello di vedere centri servizi con molteplici contratti simili e dunque l’impossibilità oggettiva di soddisfare tutte le richieste.

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Ecco, dunque, che il nuovo regolamento regionale ha stabilito un parametro, cioè il numero di servizi effettuati in un anno. Un centro servizi d’ora in poi dovrà dunque essere dotato di due carri funebri, un’autorimessa e otto necrofori fino al raggiungimento della soglia di 1.120. Superata questa soglia, dovrà dotarsi di ulteriori mezzi e personale. Per le imprese funebri il criterio di proporzionalità è simile: dovranno essere dotate di un carro e quattro necrofori fino ai 560 servizi all’anno, superata del venti per cento questo limite dovranno aumentare dotazione e organico. La piattaforma informatica servirà proprio alle Amministrazioni locali per monitorare l’effettivo rispetto dei nuovi criteri, come spiega l’articolo 3 del regolamento regionale al comma 3: «In fase di prima applicazione del presente regolamento, i valori di soglia di cui ai commi 1 e 2 sono oggetto di monitoraggio attraverso la piattaforma informatica di cui all’articolo 17 al fine di verificarne la congruità e procedere a eventuale rimodulazione. Il monitoraggio di cui al primo periodo riguarda anche il numero di contratti annualmente sottoscritti al fine di valutare l'introduzione di un eventuale ulteriore criterio di proporzionalità». La tecnologia dunque viene in aiuto della regolazione del mercato, pure se senza stravolgere il senso dell’articolo 74 e 74 bis della legge 2009/33 che delinea i requisiti per operare in questo settore che negli ultimi tre anni in Lombardia ha registrato una crescita significativa: secondo un report della Camera di Commercio di Milano, da giugno 2020 a giugno 2022 le attività nel settore sono passate da 1.924 a 2.011, compresi servizi funebri, fabbricazione di casse mortuarie e vendita al dettaglio di articoli cimiteriali. E gli addetti in Lombardia, compresi i tre sottosettori, sono ormai 4.209.

Gli altri punti salienti del nuovo regolamento hanno riguardato una revisione parziale delle caratteristiche necessarie per le sale del commiato, come le dimensioni che non possono essere inferiori ai 35 metri quadrati, ma l’espressione chiara di un principio che spesso ha portato a inchieste giudiziarie in passato: l’articolo 6 al comma 4 prevede che «è fatto divieto al personale operante in strutture sanitarie e sociosanitarie e a coloro che a qualunque titolo sono impiegati in attività di soccorso di indirizzare il dolente nella scelta dell’impresa funebre e di segnalare decessi alle imprese funebri». Un passaggio normativo necessario in una regione dove non di rado questo genere di azioni ha dato vita a circolarità economiche divenute poi oggetto di interesse per gli organismi giudiziari.

Infine, l’ultimo punto rilevante del regolamento riguarda la gestione degli animali d’affezione che vengono tumulati con il padrone: la Commissione ha infatti respinto la richiesta di chi chiedeva di poter aggiungere foto e epitaffi commemorativi dell’animale sulla lapide, una richiesta di chiarimento arrivata proprio dalle aziende di settore che spesso non sapevano come regolarsi. E allo stesso tempo una chiusura verso il mondo degli amanti degli animali compensata però dalla recente deliberazione regionale con cui si è aperto ai cimiteri dedicati proprio agli animali d’affezione. Nei cimiteri per animali da compagnia si potranno sia deporre le urne cinerarie sia inumare le carcasse, posando anche cippi e targhe funerarie, ma per questa legge per ora manca il regolamento per l’approvazione del quale però l’Amministrazione regionale ha 180 giorni di tempo. Sarà dunque uno dei primi argomenti di cui dovrà occuparsi la prossima giunta.

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