L’istituto

Servizi su misura e web rendono forte Sparkasse «Nel 2021 numeri record»

I risultati di bilancio avvicinano rapidamente gli obiettivi 2023. Crescono i flussi del risparmio gestito: le masse oltre quota 2 miliardi

di Paolo Paronetto

 Il servizio su misura da offrire ai clienti si coniuga anche in ambito assicurativo, attraverso le partnership con Net Insurance ed Eurovita

3' di lettura

I numeri del bilancio avvicinano più rapidamente del previsto gli obiettivi del piano industriale al 2023, grazie anche alla fidelizzazione di clienti a cui viene offerto un servizio sempre più su misura e al buon andamento delle partnership in atto. Senza dimenticare il potenziale di crescita racchiuso nelle opzioni strategiche a disposizione, a partire dalla «collaborazione industriale» recentemente avviata con CiviBank. Per Sparkasse, la Cassa di Risparmio di Bolzano, «il 2021 è un anno che sta andando benissimo, anche se i numeri beneficiano di componenti non ricorrenti che hanno consentito di realizzare plusvalenze straordinarie – conferma l’amministratore delegato Nicola Calabrò -. In ogni caso l’utile ordinario del primo semestre è di circa 20 milioni dai 16 di un anno prima, quindi mostra una bella crescita». Il dato contabile al 30 giugno scorso evidenzia un risultato netto consolidato di 41,8 milioni, grazie anche a 22,1 milioni legati al trading sul portafoglio titoli e all’effetto fiscale di un’operazione di riallineamento dei valori degli immobili di gruppo. I ricavi sono aumentati del 38,6% a 148 milioni, con margine di interesse in crescita dell’11,7%, margine da servizi a +13,8% e margine finanziario pari a 27,2 milioni dai -0,6 del primo semestre 2020. Il miglioramento dell’efficienza operativa porta il rapporto cost/income a scendere al 60,3%, a fronte del 63% previsto al 2023 dal piano industriale approvato in aprile. L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale del portafoglio è pari al 4,9% e avvicina il target 2023 fissato al 4,7%, mentre sul fronte della solidità patrimoniale il coefficiente Cet1 sale al 14,62% dal 13,83% di fine 2020 e contro un obiettivo di piano industriale del 15,8% tra due anni. «Tutti i numeri, anche quelli aggiornati al 31 agosto, evidenziano una banca che sia sul profilo commerciale che sul profilo del rischio sta un po’ anticipando le tappe rispetto agli obiettivi – spiega Calabrò -. Puntiamo a chiudere il 2021 con una forte progressione. La banca sta facendo meglio grazie a tutto quello che abbiamo creato negli ultimi anni in termini di fidelizzazione della clientela». Fattore che si è tradotto in particolare nell’incremento dei flussi del risparmio gestito, con un aumento delle masse dell’11,2% oltre quota 2 miliardi, valore doppio rispetto a quello del 2015.

Nicola Calabrò. Amministratore delegato di Sparkasse

«Clienti che ci usavano come una delle banche per la gestione del loro risparmio ora si affidano unicamente a noi», chiosa Calabrò. La crescita delle masse in particolare nella raccolta gestita e assicurativa è anche uno dei driver del piano industriale, che scommette in particolare sullo sviluppo della consulenza virtuale, liberando i clienti dall’obbligo di recarsi fisicamente in filiale. «Crediamo che su un orizzonte temporale a cinque anni saranno sempre di più i clienti che sceglieranno la consulenza virtuale anche per un ricambio generazionale – nota Calabrò -. È una scommessa per il futuro, così anche se il numero di filiali dovesse diminuire avremo già trovato una soluzione per mantenere la capacità di fare business con una rete virtuale sempre più forte». Superata la crisi Covid senza cicatrici particolari (sulle moratorie «è andata molto meglio del previsto» e il 91% dei prestiti ha già ripreso il regolare ammortamento), Sparkasse si prepara anche alla sfida del Pnrr: «In queste settimane stiamo lavorando per cercare di capire se la nostra gamma di offerta possa contemplare il sostengo a iniziative con fondi europei – chiarisce Calabrò -. Stiamo individuando proposte da presentare alle aziende». Il servizio «su misura» da offrire ai clienti si coniuga poi anche in ambito assicurativo, attraverso le partnership con Net Insurance ed Eurovita, oltre che sul fronte del leasing automobilistico. Campo in cui Sparkasse ha deciso di agire in prima persona, concludendo l’esperienza con Ald ed entrando direttamente nel capitale della società Autosystem con una quota di minoranza. Situazione che consentirà «come minimo di raddoppiare» le 100 vetture l’anno collocate tramite rete in precedenza.
Sullo sfondo resta infine il dossier CiviBank. Nel giugno scorso Sparkasse è salita al 9,18% del capitale dell’istituto friulano, annunciando l’avvio di un «confronto» che «potrà essere la base per lo sviluppo di ulteriori collaborazioni industriali e/o strategiche». «Stiamo già lavorando con loro ad esempio per studiare un’offerta commerciale che può essere costruita insieme o sinergie dal punto di vista informatico», sottolinea Calabrò. Ma in futuro si potrà eventualmente fare di più, sempre in ogni caso senza strappi («Stiamo perseguendo una logica di sviluppo consensuale»): «Le due banche hanno forte complementarietà – conclude -. Se abbiamo preso il 10% è perché siamo convinti che ci sia la possibilità di creare valore».

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