L’AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL’AISE

Servizi, palazzo Chigi e procura: la morsa a triangolo sul caso Russia

Dopo l’audizione al Copasir del generale Carta (Aise) e la prossima del prefetto Mario Parente (Aisi) l’attesa è per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: riferirà in aula a Montecitorio il 24 luglio. Ma un filo invisibile unisce questi processi informativi e politici con il lavoro in corso della procura di Milano.

di Marco Ludovico


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3' di lettura

L’attesa e la tensione sono sempre più alte. L’esito degli accertamenti e la loro divulgazione potrebbero essere fatali per il futuro prossimo del governo e del partito di maggioranza oggi con il consenso maggiore. Perchè sembra lievitare, poco a poco ma senza interruzione, non solo sul piano giudiziario ma, soprattutto, politico, il caso della riunione all’hotel Metropole di Gianluca Meranda, Gianluca Savoini e Francesco Vannucci.

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I processi informativi a palazzo Chigi
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha così accolto la richiesta dell’opposizione e a differenza di Matteo Salvini, rifiutatosi, il 24 luglio riferisce in aula alla Camera. L’aspettativa per quel giorno è elevata, lo scenario politico prevede fuochi d’artificio. Conte misurerà ogni parola, tutti si chiedono cosa dirà. In un contesto invece di massimo riserbo si è svolta ieri l’audizione del direttore dell’Aise (agenzia informazioni e sicurezza esterna) Luciano Carta davanti al Copasir, il comitato bicamerale per la sicurezza della Repubblica.

Carta: «Minaccia russa molto presente»
Com’era d’obbligo il generale Carta ha steso un velo di riserbo sulla riunione al Metropole. «C’è un’indagine della procura di Milano in corso» ha ricordato il direttore dell’Aise. Ha potuto tuttavia riferire al Copasir come i nomi dei soggetti coinvolti fossero noti da un pezzo all’agenzia. Così come sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari sul piano informativo, come minimo dopo il servizio dell’Espresso del febbraio scorso. Se non prima: il lavoro dei servizi di informazione e sicurezza è garantire la tutela contro ogni minaccia alla tutela nazionale. E, tra l’altro, quella delle spie russe, quella sì, è una minaccia molto presente, ha ricordato Carta.

Le informazioni dovute a Conte come autorità delegata intelligence
Carta, come Parente e il direttore del Dis (dipartimento informazioni e sicurezza), prefetto Gennaro Vecchione, riferiscono direttamente al presidente del Consiglio. Secondo il processo istituzionale di legge, dunque, i vertici dell’intelligence hanno riportato a Conte le informazioni acquisite, comprese quelle specifiche – si deve quantomeno presumere - sulla dinamiche a Mosca. Uno degli interrogativi più inquietanti è se la vicenda di Savoini & company abbia costituito una minaccia alla sicurezza nazionale. I segnali finora emersi dicono di no. Ma non si escludono sorprese.

Il pressing parlamentare
Lorenzo Guerini (Pd), presidente del Copasir, scriverà una lettera alla procura di Milano per poter acquisire in via riservata, secondo i tempi e le procedure coerenti con l’indagine in corso, le informazioni necessarie sul caso. Dopo il 24 luglio Guerini potrebbe valutare di convocare il presidente del Consiglio in qualità di autorità delegata ai servizi di informazione e sicurezza, una volta sentite le sue comunicazioni a Montecitorio. Sul caso, dunque, c’è una morsa politica che non molla.

Il ruolo della procura di Milano
Il lavoro d’inchiesta degli inquirenti milanesi è il secondo - non certo in ordine di importanza - fronte della vicenda, con un inevitabile effetto politico se emergono novità clamorose. Il pool di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Milano è uno dei migliori in assoluto. L’autorevolezza del procuratore Greco è fuori discussione. In campo i pubblici ministeri Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, con il procuratore Fabio De Pasquale famoso per la sua tenacia proverbiale. Anche ieri sono state fatte perquisizioni a carico degli interessati. Fino al 24 luglio, dunque, Conte attenderà gli eventuali sviluppi resi noti del lavoro della magistratura. E sceglierà se e come avvalersi delle informazioni d’intelligence da poter divulgare. Un thriller politico con un crescendo in atto. Ma un finale ancora da scoprire.

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