IL CREDITO

Servizi a Pmi e retail Creval accelera sulla Lombardia

L'ad Lovaglio: le Olimpiadi invernali 2026 saranno un'occasione per molte aree della regione tra cui la Valtellina

di Luca Davi

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In Lombardia la banca impiega il 47% del totale prestiti, grazie al lavoro del 42% dei dipendenti totali

L'ad Lovaglio: le Olimpiadi invernali 2026 saranno un'occasione per molte aree della regione tra cui la Valtellina


3' di lettura

Le sfide all’orizzonte non mancano. Ma di certo la cura di Luigi Lovaglio inizia a dare i suoi frutti in casa Creval. La banca valtellinese, che a inizio febbraio ha presentato i conti del 2019 (che ha segnato un ritorno alla redditività, pur a fronte di una contrazione dei ricavi), sta accelerando sull’efficientamento. Il tutto con un occhio d’attenzione verso la regione più importante per l’istituto, ovvero la Lombardia.

Per capire quanto valga la regione del Nord per l’ex popolare valtellinese bastano tre dati. Ogni 100 euro raccolti dalla banca in Italia presso i privati, 58 arrivano da qui. Nel territorio lombardo la banca impiega il 47% del totale prestiti, grazie al lavoro del 42% dei dipendenti totali. «La Lombardia è il territorio di origine del Creval, un’area geografica che genera oltre il 22% del Pil dell’Italia e dove operiamo con una presenza capillare - spiega il ceo Luigi Lovaglio al Sole 24Ore - È un territorio a cui siamo profondamente legati, che rappresenta la metà degli impieghi della banca e che vogliamo contribuire a far crescere sostenendo le Pmi locali e offrendo alle famiglie tutti quei prodotti destinati alla gestione dei loro risparmi».

In un mercato sempre più competitivo e dove il rapporto commerciale passa sempre più per i canali digitali, il percorso della banca presieduta da Alessandro Trotter ha visto una costante ottimizzazione della rete commerciale, in linea con quanto sta accadento tra i principali competitor italiani. Solo nel 2018 la banca ha chiuso una cinquantina di sportelli sul territorio italiano. Nel contempo, tuttavia, ciò non ha impedito di far sì che in alcune province (15 su 46) la quota di mercato dei depositi o degli impieghi si rivelasse superiore a quella della quota di mercato degli sportelli. Così è accaduto proprio in Lombardia, dove le quote di mercato risultano più elevate che nelle aree di tradizionale insediamento del gruppo: la presenza del Creval nella regione si attesta al 3% per numero di sportelli, all’1,9% e 1,8% per depositi e impieghi alla clientela, un livello più che doppio rispetto a quello medio sul territorio italiano dove l’incidenza sul mercato è pari all’1,4% per gli sportelli e 0,9% per depositi e impieghi a clientela. La Lombardia si conferma così la seconda regione per importanza per il gruppo dietro alla Sicilia, dove il gruppo opera con il marchio del Credito Siciliano con una quota di mercato complessiva pari al 7,3%.

L’idea di fondo è quella di rafforzare ulteriormente la presenza nel territorio. Non è un caso che lo scorso autunno, all’indomani della presentazione del piano strategico al 2023, il ceo Lovaglio ha voluto incontrare oltre 300 aziende in Valtellina, nelle città di Sondrio, Tirano e Chiavenna. Un modo per alimentare il legame con il tessuto imprenditoriale, tradizionalmente forte nella valle lombarda e in tutta la regione, anche in vista dei prossimi appuntamenti in agenda. La banca vuole «avere un ruolo da protagonista nel supportare i progetti e gli investimenti dei tanti imprenditori lombardi che puntano a far crescere il loro business, anche al di fuori dei confini nazionali», aggiunge Lovaglio. E in questo senso «le Olimpiadi Invernali 2026 saranno una straordinaria occasione per molte aree della regione, tra cui la Valtellina che è ancora ricca di tante opportunità».

La strategia di Lovaglio è chiara. E guarda soprattutto a un accelerazione dei prestiti, oltre che della raccolta che già ha mostrato segnali di forte reattività. Nel 2019 gli impieghi retail sono cresciuti dell’1,8%, grazie al focus su famiglie e Pmi, mentre i depositi hanno visto un balzo del 12%. «Vogliamo incrementare in maniera continuativa la nostra quota di finanziamenti alle imprese e alle famiglie. I nostri processi saranno sempre più snelli ed efficienti, e ci impegniamo a garantire tempi di risposta ancora più rapidi». Nei piani della banca c’è il rilancio della piattaforma commerciale attraverso la rifocalizzazione della propria attività commerciale sulla clientela retail, ovvero famiglie e Pmi. Piede dunque sull’acceleratore per l’ampliamento dell’offerta di prodotti di finanziamento, ma anche sulla ridefinizione dei processi di erogazione del credito al consumo con una riduzione dei tempi decisionali e potenziamento dell’offerta digitale con nuovi prodotti innovativi.

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