La crisi

Pentagono accusa Mosca: video fake per giustificare invasione Ucraina

Il portavoce John Kirby conferma la rivelazione dei media: “Abbiamo informazioni che i russi vogliono invadere l’Ucraina con un pretesto”

Ucraina, Biden invia 3 mila soldati in Europa, l'ira di Mosca

2' di lettura

«Abbiamo informazioni che i russi vogliano invadere l’Ucraina con un pretesto. Una delle ipotesi è che inventino un attacco da parte di Kiev, con video di propaganda che mostrino cadaveri e armi ucraine fornite dall’Occidente». Lo ha detto il 3 febbraio il portavoce del Pentagono, John Kirby, confermando le indiscrezioni pubblicate da New York Times e Washington Post su un piano di Mosca per «fabbricare» pretesti favorevoli a una sua azione militare in Ucraina.

L’obiettivo sarebbe quello di diffondere «video di propaganda» con «cadaveri» e immagini di presunte vittime civili provocate appunto dalle forze ucraine, armate dall’Occidente, per generare una forte reazione emotiva che giustificherebbe un intervento di Mosca.

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Nuovo capitolo delle tensioni

L’accusa mossa dagli Usa inasprisce, ulteriormente, l’escalation di tensioni con la Russia. Solo il 2 febbraio il presidente Usa Joe Biden aveva confermato la mobilitazione di 3mila militari nell’Est Europa, con 2mila soldati inviati ex novo nel Continente e altri 1000 trasferiti da Germania a Romania. Mosca ha replicato parlando di una mossa «distruttiva», destinata a esacerbare il nervosismo fra la Russia e i paesi occidentali. Putin è intanto volato a Pechino, per l’inaugurazione dei Giochi olimpici invernale, in una missione votata al rafforzamento dell’asse anti-americano con la Cina di Xi Jinping. «Siamo due buoni amici - ha detto Putin sul leader cinese - Con le stesse opinioni su come affrontare i problemi del mondo».

La crisi è esplosa con lo schieramento di circa 100mila militari russi sul confine con l’Ucraina, una mossa che ha scatenato l’allarme di una invasione imminente del Paese. Il precedente più temuto è quello dello Crimea, con l’annessione della Penisola avvenuta nel 2014. Il Cremlino ha sempre respinto le accuse, sostenendo che si tratti di «esercitazioni militari». Gli Usa e la Nato hanno respinto la giustificazione e chiedono un’escalation in tempi rapidi, pena un intervento militare più netto nella regione. I tentativi di dialogo sono andati a vuoto, fra accuse reciproche di provocazioni e volontà di affossare una risoluzione diplomatica dello scontro.

Nuovo colloquio telefonico Putin-Macron

Le diplomazie internazionali sono al lavoro per cercare una mediazione fra i due, anche se la strada sembra in salita. Sempre il 3 febbraio si è svolto il terzo colloquio telefonico in una settimana tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron. Ne ha dato notizia il Cremlino, citato dalla Tass, secondo cui il presidente russo ed il presidente francese hanno discusso delle questioni relative ai negoziati tra Russia, Stati Uniti e Nato sulle garanzie di sicurezza richieste da Mosca e della crisi ucraina. Prossimamente Putin riceverà anche la visita del neo-cancelliere tedesco Olaf Scholz, intenzionato a far pesare la mediazione della Germania nella crisi con gli Usa.

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