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Questo articolo è stato pubblicato il 07 febbraio 2014 alle ore 10:17.
L'ultima modifica è del 07 febbraio 2014 alle ore 17:23.

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Sono passate solo poche ore dalla direzione Pd che sembra aver lasciato aperte varie opzioni a Renzi (appoggio ad un governo Letta di legislatura, appoggio ad un Letta-bis, ma anche l'ipotesi di un Esecutivo Renzi o il ricorso alle elezioni anticipate), che il segretario dei democratici rilancia sulle riforme come unica strada per tenerlo lontano dalla "tentazione" del voto anticipato: «Siamo a un passo da una riforma storica: Senato, province, legge elettorale, Titolo V», scrive Renzi su Twitter. E aggiunge: «A me conviene votare, ma all'Italia no».

Al Governo con Berlusconi? Nessun rischio
L'attenzione del segretario è tutta sulla riforma del Senato, su cui mostra una linea pragmatica. Rispondendo sempre via Twitter, il leader del Pd esclude infatti che si possa arrivare a un'abolizione totale. «Non passerà mai. La nostra proposta è concreta, seria, fattibile», assicura. Renzi rivendica poi la fretta con cui percorre la strada delle riforme di fronte alla lentezza della politica stigmatizzata da un utente del socialnetwork. «Condivido. Proprio per questo abbiamo accelerato. In due mesi "cambia verso"». Esclusa invece qualsiasi ipotesi di un governo con Silvio Berlusconi. In uno scambio di tweet con il giornalista di "Repubblica" Giovanni Valentini - «Se Renzi fa un governo con Berlusconi, gli tolgo il voto e anche il saluto...» - il sindaco di Firenze replica convinto: «Non rischiamo né voto né saluto allora», ha assicurato.

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