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Noi esseri animali in un «Bestiario sentimentale»

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Cinque racconti di Guadalupe nettel

Noi esseri animali in un «Bestiario sentimentale»

Un uomo e una donna aspettano il loro primo figlio. Ormai mancano poche settimane: alcuni riti sono quelli consueti della loro vita a due, altri sono nuovi (la casa da organizzare per lila, gli accordi per il congedo di maternità). Tutto comune, tutto ovvio. Tra i riti certi e ripetuti c'è la spesa del fine settimana, una passeggiata. Davanti al banco della frutta lei allunga una mano verso il ripiano delle arance. Lui la blocca malamente: «In questo periodo dell'anno sono carissime», dice. «Non possiamo permettercele. Sembra che tu non ti renda conto di quante spese avremo quando nascerà la bambina. Non puoi più sperperare i soldi come hai sempre fatto». Ed qui che l'alleanza di spezza. La dissoluzione si apre un piccolo varco. «Di fatto, in meno di cinque minuti sentii che la mia vita di copriva di nubi scure e minacciose».

Già nella capacità di restituire pienamente la portata di un matrimonio che fallisce (tutto il passato, tutto il presente) attraverso la messa a fuoco di un solo piccolo microscopico atto questo Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel, da poco uscito per La Nuova Frontiera, è un piccolo tesoro. Lo diventa ancora di più quando nella vita dei due entrato due scorbutici, misteriosi e feroci, pesci rossi. La vita dei due Betta splendens, pesci siamesi combattenti, diventa uno specchio. Fino all'epilogo.

L'invasione di una colonia di scarafaggi nella cucina della casa di una borghesissima famiglia di Città del Messico è il pretesto per raccontare la guerra per la sopravvivenza tra le specie, al cui acme dello scontro ci sono, da sempre, i conflitti familiari. Nella resistenza degli insetti un ragazzino scopre la capacità di superare l'abbandono. «…La mamma continuò a tremare in silenzio. Mi avvicinai al divano con tutta la cautela del mondo e la abbracciai. In quel momento tutti i miei dubbi svanivano per quanto mi fossi adattato alla nuova famiglia, era a lei che appartenevo ed era con lei che desideravo vivere…Le promisi che mi sarei preso cura di lei e, come unica risposta, ricevetti il calore del suo alito incatramato. Dopo qualche minuto la zia tornò in sala per portarla via con sé. Ricordo che quella notte cadde un lungo acquazzone. Isabel e Clemencia bussarono diverse volte alla porta della mia camera. La sagoma dell'ombrello si rifletteva su una delle mie finestre. Non che non volessi vederle o parlare con loro, ma non avevo la forza di uscire dal letto e andare ad aprire. L'unica compagnia che ebbi in quel lasso di tempo fu quella di uno scarafaggio piccolissimo che rimase per tutta la notte sotto lo scrittoio all'angolo. Uno scarafaggio organo, probabilmente spaventato, che non sapeva da che parte andare...».

Nei giorni in cui una gatta partorisce la sua prima cucciolata, una donna vive una gravidanza non desiderata che si concluderà con un prematuro aborto. Un figlio non voluto che però nel momento in cui viene perduto diventa desiderato è l'occasione per fare conti con la maternità e l'identità. Un fungo diventa la metafora dell'amore clandestino, la vipera dell'amore ossessivo.

Già pubblica in Italia da Einaudi, Guadalupe Nettel viene considerata dalla critica una delle maggiori scrittrici in lingua spagnola di oggi. Straordinario il suo modo di scomporre le relazioni, focalizzandosi sulle paure, sulle ansie, le manie ma anche i desideri. Una lingua risplendente la sua, particolarmente riuscita in questa raccolta di racconti che in effetti e senza enfasi brillano, per l'equilibrio tra commozione e sincerità, disvelamento ed illusione, dolore e leggerezza.

Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel, La Nuova Frontiera, pp.121, 14,50 euro

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